Italia

Rai, stallo sulla risoluzione codice social in Vigilanza. Ecco perché

Rai

Il segretario della Vigilanza Rai Massimiliano Capitanio a Lo Specialista: “La verità è che quella risoluzione non la vogliono ma devono evitare spaccature col Pd e Italia Viva”.

È stallo in commissione di Vigilanza sulla Rai sull’approvazione della risoluzione sui “princìpi di indirizzo e linee guida sull’utilizzo dei social media da parte dei dipendenti e collaboratori della Rai”. I relatori sono il presidente Alberto Barachini e il segretario Michele Anzaldi. Il primo lo va ripetendo da settimane: l’obiettivo è un voto unanime, fermo restando che non ci saranno imposizione nei confronti di Viale Mazzini. Ma deve fronteggiare le indecisioni dei grillini (la Lega ha presentato un emendamento, il M5s ben 17…) che lavorano per la stesura di un testo “semplificato”. Indicazioni che la Rai possa recepire nel proprio codice etico con calma (6 mesi) e parecchio addolcite nei “profili sanzionatori”. L’argomento tornerà all’ordine del giorno a San Macuto mercoledì 9 ottobre. Lo Specialista ne ha parlato con Massimiliano Capitanio, deputato del Carroccio e Segretario della Vigilanza.

A cosa è dovuto questo stallo in Vigilanza? 

I cinque stelle stanno manifestando perplessità su alcuni punti della risoluzione. Da parte nostra – ha spiegato Capitanio – c’è la disponibilità a recepire gli emendamenti, ma la sensazione e che questa risoluzione i grillini non la vogliano proprio e che si stiano impegnano a trovare un accordo solo per non sancire una spaccatura col Pd e Italia Viva”.

Lei ci ha lavorato insieme nella stagione giallo-verde, ha imparato a conoscerli?

“Certo, so come si comportano. Spesso non leggono i testi, oppure arrivano all’ultimo momento in commissione, magari non capiscono la materia, poi non si fidano di nessuno e alla fine finisce che la tirano per le lunghe, fanno melina”.

Sembra che uno degli scogli sia quello dei profili sanzionatori. Nel loro emendamento i grillini scrivono “Si disincentiva altresì l’invio di lettere di richiamo che possano precludere al licenziamento e il ricorso a pratiche sanzionatorie che ricorrano allo stesso licenziamento ove non si tratti di disposizioni di un giudice”.

“Nessuno irrigidimento da parte nostra su questo. I profili sanzionatori – ha concluso Capitanio – sono già previsti dai regolamenti interni all’azienda. Quel riferimento per noi si può anche non fare e il presidente e il relatore hanno espresso parere favorevole a una riformulazione più morbida. Nessuno vuole minacciare provvedimenti contro i dipendenti della Rai, basti pensare che su alcuni di loro sono già stati avviati dei procedimenti da parte dell’Azienda e la risoluzione ancora non c’è. Non ci dobbiamo inventare nulla di nuovo”.

 

Articolo pubblicato su loSpecialista.tv

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