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Rauti, Fiano, Sironi: la sfida tra “big” del collegio di Sesto San Giovanni

Emanuele Fiano

Cinque candidati per collegio di Sesto San Giovanni che comprende una quindicina di quartieri di Milano e 44 Comuni di provincia

Il collegio di Sesto San Giovanni, per il Senato, offre una delle sfide più interessanti della Lombardia. Nell’ex Stalingrado d’Italia, oggi feudo leghista, la sfida è tra il figlio di un sopravvissuto all’Olocausto e la figlia di uno dei leader del Movimento Sociale Italiano.

Rauti: il candidato del centrodestra

Isabella Rauti, 59 anni, senatrice di Fratelli d”Italia, è la candidata del centrodestra. La figlia dell’ex segretario del Movimento Sociale Italiano ed ex moglie dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha iniziato la sua militanza politica nel Fronte della Gioventù negli anni ’70. Nel 1995, ha aderito alla Fiamma Tricolore, il partito fondato dal padre dopo il Congresso di Fiuggi e la fine del MSI. Nel 1996 si candida alla Camera con la Fiamma, ma ottiene solo il 4,3%. Tre anni più tardi prova a entrare nell’Europarlamento, ma non viene eletta. Nel 2001 si candida a sindaco di Roma con la Fiamma Tricolore, ma non riesce neppure a entrare come consigliera comunale. La sua carriera politica inizia a decollare solo quando, nel 2004, entra in Alleanza Nazionale e, poi, nel 2009, nel Popolo della Libertà. L’anno successivo viene eletta consigliere regionale nel Lazio, mentre nel 2014 aderisce a Fratelli d’Italia. Alle Politiche del 2018 viene eletta in Senato. Ora tenta la riconferma candidandosi nel collegio uninominale di Sesto San Giovanni e, come capolista, nel plurinominale in Veneto 2, ma anche in Lazio 2 e Puglia 1 come seconda in lista.

Fiano: il candidato del centrosinistra

Emanuele Fiano, 59 anni, è il candidato del centrosinistra. Ebreo, figlio di un sopravvissuto di Auschwitz, dal 1988 al 2001 è consigliere della comunità ebraica milanese. Dal 1998 al 2001 è persino presidente di tale comunità. Dal 2001 fino al 2006, invece, è stato consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Nel 1996 si candida alla Camera, ma non viene eletto. Un anno dopo entra come a Milano come consigliere comunale con il Partito Democratico della Sinistra. Nel 2001 viene rieletto e diventa capogruppo dei Democratici di Sinistra. Tre anni dopo tenta l’approdo in Consiglio provinciale, ma non viene eletto. Nel 2006, invece, viene eletto alla Camera all’uninominale sotto le insegne dell’Ulivo. L’anno seguente entra nel neo-nato Partito Democratico e, alle Politiche del 2008, viene rieletto col Pd. In occasione delle Politiche del 2013 viene riconfermato come deputato e l’anno dopo viene nominato responsabile nazionale del PD con delega alle Riforme. Nel 2015 sembra intenzionato a correre come candidato sindaco alle primarie del centrosinistra, ma alla fine decide di sostenere Giuseppe Sala. Nel 2018 viene rieletto e l’anno dopo viene nominato responsabile nazionale per la politica estera del Pd. Ora cerca di restare dentro i meandri della politica presentandosi nel collegio uninominale di Sesto San Giovanni.

Gli outsider e il collegio

Tra gli altri candidati in lizza c’è Elena Sironi per il M5S, colei che la base dei pentastellati avrebbe voluto come candidata a sindaco di Milano, ma Giuseppe Conte preferì Leyla Pavone a lei. I due outsider sono Tiziana Demma per la lista Azione-Italia Viva e Samantha Mazza per Italexit. Cinque candidati per collegio che comprende una quindicina di quartieri di Milano e 44 Comuni di provincia.

 

 

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