Referendum sulla riforma della giustizia al voto, ecco tutte le ragioni del sì
Separazione delle carriere, abuso d’ufficio, intercettazioni e costo della giustizia. Sono i pilastri della riforma della giustizia, contenuta nel referendum che si voterà domani e lunedì. Tutte le ragioni del sì.
REFERENDUM GIUSTIZIA, LE RAGIONI DEL SI’
I sostenitori della riforma della giustizia sostengono la centralità della separazione delle carriere tra giudici e PM per assicurare un “giusto processo”. Infatti, i promotori della modifica normativa sottolineano che un giudice non può essere il collega d’ufficio del pubblico ministero, poiché il “senso di appartenenza” impedirebbe la terzietà assoluta di chi giudica, sbilanciando la decisione a favore dell’accusa.
Inoltre, i sostenitori della riforma proposta dal ministro Carlo Nordio sostengono che una giustizia lenta è una tassa occulta e le modifiche proposte mirerebbero a rendere i processi civili e penali prevedibili. Infatti, il sistema attuale, con i suoi tempi biblici e l’incertezza del diritto, secondo i fautori del sì allontanerebbe i capitali esteri.
Il terzo argomento dei promotori della riforma della giustizia è il contrasto alla “paura della firma”. L’abrogazione (o la drastica riduzione) del reato di abuso d’ufficio è vista come la medicina per sbloccare i sindaci e i dirigenti pubblici, che oggi sarebbero paralizzati dal timore di inchieste che finiscono nel nulla nel 90% dei casi, ma che sarebbero la causa della distruzione di carriere e del blocco di diversi cantieri.
CHI E’ A FAVORE DEL SI’
Il fronte del sì è guidato dal governo e dall’intera maggioranza di centrodestra, con il ministro della Giustizia Carlo Nordio in prima linea nel sostenere la necessità di una revisione strutturale del sistema. A favore della riforma si schierano numerosi amministratori locali e una parte significativa del mondo imprenditoriale, ma anche ambienti liberali e garantisti, che vedono nella riforma uno strumento per ridurre l’incertezza del diritto e accelerare i tempi della giustizia civile e penale.


