Italia

Rifiuti: in Puglia la differenziata finisce nell’indifferenziata

rifiuti indifferenziata

L’ordinanza del governatore della Puglia con cui deroga gli impianti che possono ricevere solo rifiuti da indifferenziata a trattare anche la differenziata

Rifiuti differenziati mandati nell’indifferenziata.

Accade questo in Puglia dal 21 giugno. E non per un ciambotto della ditta dei servizi, come spesso qualche mistificatore della differenziata prova a insinuare per autoassolversi dal non farla. Ma proprio per scelta del governatore. Scritto nero su bianco.

L’ORDINANZA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA

Con ordinanza a suo nome del 21 giugno ordina il conferimento della Forsu presso gli impianti complessi di trattamento meccanico biologico e autorizza la deroga dei TBM ai permessi previsti nei rispettivi titoli autorizzativi, deroga dunque impianti che per legge possono ricevere solo indifferenziata.

LA DIFFERENZIATA NEI RIFIUTI NON DIFFERENZIATI

In pratica la Forsu altro non è che la materia organica già differenziata, il cosiddetto umido, scarti alimentari o di vegetazione, che con grande sacrificio vengono appunto differenziati da residenti ed esercizi per essere destinati agli impianti di compostaggio dove vengono trasformati in concime agricolo. E che invece con questa ordinanza vanno a finire insieme ai rifiuti non differenziati, negli impianti cosi detti TBM riservati al trattamento dell’indifferenziato.

GLI IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO PUGLIESI NON BASTANO

Questo perché gli impianti di compostaggio pugliesi non bastano. E quindi tutto, anche l’umido già differenziato, al momento del conferimento va nell’indifferenziato. Senza avvisare i cittadini che possono fare a meno di questi sacrifici. Anzi, l’ordinanza obbliga anche ai Comuni di non sospendere le raccolte differenziate e attuare ogni utile iniziativa al fine di migliorare la qualità della FORSU raccolta in modo differenziato. Quindi Michele Emiliano nella stessa ordinanza obbliga Comuni e cittadini prima a fare la differenziata dell’umido, e poi le ditte a conferirli tutti nell’indifferenziata.

LO SFORZO DELLA DIFFERENZIATA

Proprio ora che grazie a questi sforzi, dei cittadini come dei Comuni, in Puglia si era arrivati finalmente a oltre il 50 per cento di percentuale di raccolta differenziata. Sacrifici economici, perché il porta a porta costa tantissimo, oltre che domestici, poiché ogni massaia conosce le complicanze casalinghe di dover tenere in casa 4 bidoni, separare la spazzatura, e portarli giù all’orario dovuto tenendo spesso per due tre giorni lo scarto in balcone aspettando il giorno di ritiro.

Non è per nulla semplice dover differenziare, ma si fa per il bene del pianeta, cosi ci hanno detto, e per non pagare l’ecotassa che la Regione ha imposto a chi non differenzia. E cosi pian piano tutti i Comuni si stanno allineando, col servizio, l’educazione, e i relativi costi.
Però poi succede che con un segno di penna del governatore, neppure annunciato, tutti i sacrifici fatti nelle case dei pugliesi vengono vanificati.

LA PGULIA NON CHIUDE IL CICLO DEI RIFIUTI

Tutto questo perché la Puglia non è riuscita a chiudere il ciclo dei rifiuti. In 4 anni, nonostante, tocca ripeterlo, gli sforzi di sindaci e cittadini per differenziare, non ha previsto gli impianti dove poi devono essere smaltiti. Se tutto va bene saranno pronti tra due anni. Ma la contrarietà dei residenti dei vari territori, ormai contrari a qualsiasi tipo di impianto nimby, fa pensare che difficilmente in Puglia sarà possibile costruire quelli necessari. Anche perché con la nuova legge regionale la Puglia non ha neanche previsto il rispetto della distanza minima di sicurezza dei nuovi impianti dai centri abitati.

IL MONOPOLIO DELLE DISCARICHE

Nel frattempo ci affidiamo al monopolio delle discariche, ovvero l’impianto più inquinante esistente, addirittura con ampliamento delle esistenti. E infatti siamo alla terza ordinanza di Emiliano in un mese: la prima par mandare i rifiuti fuori regione, la seconda per mandarli da tutta la Puglia nelle discariche di Taranto (Massafra e Manduria), la terza per mandare i differenziati all’ammasso.

Ovviamente, i ricorsi dei Comuni sono già pronti, metodo Emiliano. E siccome il Sindaco di Poggiardo ha bloccato fisicamente i tir, allora Emiliano li dirotta su Manduria, dove il Sindaco non c’è perché è commissariato, e il Presidente della Provincia non si scompone. Nel frattempo non avendo le ditte di raccolta neppure gli ecocompattatori idonei, vengono trasportati per la Puglia dai tir che portano gli altri rifiuti, con conseguente sversamento di percolato lungo il trasporto.
Si dirà è un’emergenza estiva. Come non sapere, ogni mese di giungo, da 4 anni a questa parte, che la corteccia delle angurie aumenterà la pattumiera per i prossimi tre.

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