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Sei consiglieri su 9 scendono da ITA. Chi sono e cosa sta succedendo

ITA Alitalia

La compagnia aerea alle prese con la privatizzazione perde i due terzi del CdA. Le nuove turbolenze di ITA dovute alle consulenze doppie per un mancato accordo tra i vertici aziendali e il Tesoro, che hanno portato a un esborso inutile in una situazione già delicata

Non è stato un decollo semplice per ITA, la neonata compagnia di bandiera, sferzata dai venti di tempesta pandemici e pure dall’Ue che ha provato in tutti i modi a ostacolare possibili aiuti di Stato. Ma intanto una nuova turbolenza l’ha già investita: nella notte, sei consiglieri di amministrazione di Ita Airways sui nove complessivi si sono dimessi dall’incarico.

Questa la lettera: “Egregio presidente, le comunichiamo le nostre dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione. In questi anni, abbiamo dato il nostro contributo all’avvio della operatività della società con il raggiungimento di importanti risultati consuntivati nel progetto di bilancio appena approvato, ponendo altresì le premesse per l’avvio del processo di privatizzazione. Nell’odierna seduta del Consiglio di amministrazione, abbiamo votato tutte le delibere necessarie per regolare lo svolgimento dell’assemblea ordinaria e straordinaria della società. Riteniamo che Ita possa affrontare con decisione gli ambiziosi obiettivi che si pone”.

Firmata da:

– Angelo Piazza,

– Alessandra Fratini,

– Cristina Girelli.

– Lelio Fornabaio,

– Simonetta Giordani,

– Silvio Martuccelli

Nelle ultime ore, scrive Repubblica, più consiglieri di amministrazione di Ita hanno chiesto, informalmente, che venisse votata la revoca della delibera del Cda che a gennaio ha messo in campo gli advisor della compagnia aerea nazionale. Questo perché, nella seduta del 31 gennaio, i consiglieri di amministrazione avevano scelto come consulenti per la vendita: J.P. Morgan e Mediobanca per la parte finanziaria; Grande Stevens e Sullivan & Cromwelle per quella legale.  Nemmeno due settimane fa, però, il ministero dell’Economia – azionista unico di Ita – ha scelto i suoi consulenti: Equita e lo studio legale Gianni&Origoni. “La preoccupazione dei consiglieri -spiega Repubblica – è che la Corte dei conti possa chiedere ragione di questa spesa milionaria. Una spesa che potrebbe risultare inutile e ridondante – un doppione – visto che il ministero ha in campo i suoi advisor”.

 

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