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Il piano dell’Italia sulle smart road e le automobili autonome

smart road italia

Dal 2016 il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato un percorso per la trasformazione digitale delle strade italiane e la sperimentazione di veicoli connessi

L’Osservatorio tecnico per le smart road del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aperto alla possibilità di autorizzare la sperimentazione su strada pubblica delle automobili connesse e a guida automatica.

Si tratta di veicoli innovativi – “non omologati, né omologabili secondo le vigenti norme nazionali e internazionali”, precisa l’Osservatorio del MIT –, che ad esempio non dispongono di volante e pedaliera. E che, soprattutto, saranno in grado di interagire con le infrastrutture viarie (e viceversa) e di fornire al conducente informazioni in tempo reale sul tratto che si sta percorrendo. Il fine è l’aumento della sicurezza stradale.

I DATI SUGLI INCIDENTI STRADALI

Stando ai dati comunicati dall’Osservatorio per le smart road, circa il 94 per cento degli incidenti stradali sono riconducibili a comportamenti errati del conducente, dovuti a distrazione, stanchezza o stato di ebbrezza. “È ragionevole ipotizzare”, sostiene dunque l’Osservatorio, “che sostituendo alla guida il fattore umano con quello elettronico, gli incidenti possano diminuire significativamente di una percentuale che oscilla tra il 50 e il 90%”.

Lo stesso Osservatorio ricorda però che la sperimentazione su strada delle auto autonome e connesse ha portato ad alcuni incidenti, anche mortali. Ma le prospettive per la sicurezza restano comunque positive.

COSA FA IL MIT

Dal 2016 il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato un percorso che si prefigge la trasformazione digitale delle strade italiane e la sperimentazione dei veicoli connessi. Nel 2018 è stato firmato un decreto apposito, noto come “decreto smart road”, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 18 aprile di quell’anno.

Il decreto fissa le specifiche funzionali alle quali la rete stradale italiana dovrà adeguarsi, oltre a disciplinare la sperimentazione delle auto “smart”. L’intero processo è monitorato e promosso da uno specifico Osservatorio, istituito anch’esso con il decreto.

COSA DICE L’OSSERVATORIO

Secondo l’Osservatorio, la connettività digitale porterà ad un miglioramento significativo nell’efficienza del traffico e nel comfort di guida. Ci saranno effetti positivi sul mercato della guida connessa e automatizzata, con conseguente aumento dei posti di lavoro.

Sono però tanti gli aspetti da tenere in considerazione, sia di carattere tecnico (come armonizzare architetture e piattaforme digitali) che di carattere logistico, ambientale, assicurativo ed etico. Senza dimenticare la cybersicurezza.

LE STARTUP COINVOLTE

Tra le startup attive nel settore dei veicoli connessi – anche per il trasporto pubblico –, l’Osservatorio del MIT segnala l’italiana Next Future Transportation (con sede a Padova), la francese Navya e l’americana Local Motors.

I PROGETTI

I progetti di smart road e veicoli connessi che l’Osservatorio reputa più interessanti sono tre.

Uno è C-Roads Italy, che coinvolge concessionarie del Nord-est Italia. Il progetto rientra nella piattaforma europea C-Roads (2016), che ha l’obiettivo di aumentare la sicurezza stradale e ridurre l’inquinamento. In particolare, il progetto vuole puntare sulla sperimentazione del “truck platooning”: si tratta di camion che si muovono accodati e in maniera coordinata, in modo da aumentare l’efficienza aerodinamica ed energetica e migliorare il sistema di scambio delle merci.

L’altro progetto è 5G Carmen, che prevede un corridoio abilitato per il 5G per sperimentazioni transfrontaliere.

Il terzo progetto è ICT 4 CART, che si prefigge di sviluppare un’infrastruttura ibrida che integri le principali tecnologie wireless per consentire la transizione verso l’automazione dei trasporti su strada.

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