Incendio, evacuazione e trattativa tra Roma Capitale e la proprietà: il futuro dello stabile di via Santa Croce in Gerusalemme resta sospeso. Spin Time è diventato uno dei dossier più delicati per l’amministrazione capitolina
L’edificio di via Santa Croce in Gerusalemme, nel quartiere Esquilino, entra nella storia delle occupazioni romane nell’ottobre 2013, quando viene occupato dai movimenti per il diritto all’abitare durante una fase di forte emergenza abitativa nella Capitale.
Lo stabile, poi confluito nel Fondo Immobili Pubblici gestito da InvestiRE SGR, diventa negli anni una comunità abitata da oltre 400 persone: famiglie, lavoratori precari e persone in difficoltà economica. Accanto agli alloggi nascono attività culturali, servizi sociali e iniziative rivolte anche al quartiere.
È questa doppia natura ad aver reso Spin Time un caso simbolo: per i suoi sostenitori un’esperienza di mutualismo e risposta alla crisi della casa; per la proprietà un immobile privato occupato senza titolo.
La vicenda arriva alla svolta pochi giorni fa, quando un incendio porta all’evacuazione dello stabile e apre una nuova fase: il confronto si sposta dall’occupazione alla possibilità di un intervento pubblico attraverso l’acquisto dell’edificio da parte di Roma Capitale.
A CHI TOCCA SBROGLIARE LA MATASSA DI SPIN TIME
Dopo l’evacuazione dello stabile, il dossier Spin Time entra direttamente sul tavolo delle istituzioni. La partita si gioca in Prefettura, dove il 3 agosto 2026 si incontrano i vari attori: Spin Time è diventato un dossier che coinvolge più livelli istituzionali. La Prefettura di Roma, guidata da Lamberto Giannini, ha assunto il ruolo di coordinamento tra sicurezza, ordine pubblico e confronto tra le parti coinvolte. La Questura di Roma, con Roberto Massucci, presidia gli aspetti operativi legati alla gestione della situazione. Al tavolo è presente anche la Diocesi di Roma, rappresentata da Baldo Reina, a testimonianza della dimensione sociale della vicenda e del ruolo di mediazione costruito negli anni attorno all’esperienza di Spin Time. Per il Comune, presente l’Assessore capitolino al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi.
Il Campidoglio arriva al confronto con una proposta che punta a trasformare una situazione di emergenza in un’operazione pubblica: acquistare l’immobile e, nel frattempo, ottenere la disponibilità temporanea dello stabile per consentire il rientro delle famiglie e delle persone più fragili.
IL BRACCIO DI FERRO CON LA PROPRIETÀ
Dall’altra parte del tavolo c’è InvestiRE SGR, società che gestisce il Fondo Immobili Pubblici proprietario dello stabile. La proprietà non accetta la soluzione ponte: dopo i sopralluoghi e le valutazioni tecniche, ritiene che non ci siano le condizioni per consentire il ritorno temporaneo degli abitanti nell’edificio.
La trattativa si arena così sul passaggio più delicato: il nodo non è soltanto sociale, ma anche finanziario. La valutazione dell’edificio diventa uno degli elementi centrali del confronto.
LA PARTITA CAMBIA: L’IPOTESI DELLA VENDITA
Il rifiuto dell’accordo ponte non chiude però il confronto. Il 7 agosto 2026 InvestiRE SGR lascia aperta la possibilità di una vendita diretta a Roma Capitale: una cessione vera e propria, a condizioni di mercato e nel rispetto degli obblighi verso i partecipanti del fondo. Ma Roma Capitale ha le condizioni economiche e amministrative per acquisire uno stabile diventato, negli anni, uno dei simboli della crisi abitativa romana?
IL RUOLO DEL CAMPIDOGLIO NELLA PARTITA SPIN TIME
La linea dell’amministrazione guidata da Roberto Gualtieri, con l’assessore Tobia Zevi come riferimento istituzionale del dossier, è puntare sull’acquisizione dello stabile, mentre in alternativa viene valutata la possibilità di garantire una sistemazione abitativa agli ex residenti e salvaguardare le attività sociali e culturali nate negli anni. Sul tavolo resta una delle sfide più complesse per le istituzioni: trovare un equilibrio tra emergenza abitativa, tutela della proprietà privata e ruolo dell’intervento pubblico.
GLI SCENARI FUTURI
Il futuro di Spin Time resta appeso a diverse possibilità. La strada su cui punta il Campidoglio è l’acquisto dell’immobile da parte di Roma Capitale, un’ipotesi che però richiede un accordo economico con la proprietà e la disponibilità delle risorse necessarie. In alternativa, l’amministrazione potrebbe lavorare a una soluzione che separi la questione abitativa da quella sociale: garantire un alloggio agli ex residenti e preservare in uno spazio dedicato le attività culturali e di comunità nate negli anni dentro Spin Time. Sullo sfondo resta l’ipotesi dello sgombero definitivo, sostenuta da chi ritiene conclusa l’esperienza dell’occupazione, e quella più probabile nel breve periodo: un nuovo stallo negoziale, con il futuro dello stabile ancora affidato al confronto tra Comune e proprietà.

