Italia

Stop alle false cooperative, il ddl a firma di Costanzo (M5S)

Ieri a Montecitorio si è tenuta la conferenza stampa in cui è stata presentata una proposta di legge (n. 1423) in materia di società cooperative, appalto, somministrazione di lavoro e distacco di lavoratori.

Il testo, che dovrebbe avere una imminente calendarizzazione in commissione lavoro e in aula alla Camera, è a prima firma dell’On. Jessica Costanzo del M5s.

La proposta contro le cosiddette cooperative “false” (nate per aggirare le norme sul lavoro e sottopagare i propri soci-dipendenti) introduce più tutele per i lavoratori spesso sottopagati e sfruttati e una stretta contro gli appalti illeciti e la somministrazione abusiva di manodopera.

Un tema, come sottolinea la stessa Costanzo, molto sentito da tutte le forze politiche e condiviso dalla Lega.

Per l’onorevole Costanzo “alcune delle piaghe del sistema-lavoro del nostro Paese sono proprio lo sfruttamento dei lavoratori, gli appalti illeciti e la somministrazione abusiva di manodopera” che alimentano il fenomeno delle false Coop “diffuse non solo nel campo dell’agro-alimentare ma sempre più anche nel settore dei servizi, come la sanità”. Ha sottolineato – “Tutto è collegato, potremmo dire che ognuna di queste storture si nutre delle altre e viceversa. Con questa proposta di legge però, abbiamo l’ambizione di abbattere questo sistema sferrando un colpo a tutti i suoi capisaldi”.

Ecco nel dettaglio le misure previste:

IL SOCIO LAVORATORE DIVENTA UN DIPENDENTE EFFETTIVO

Il socio lavoratore, nel momento in cui aderisce alla cooperativa, diventa un lavoratore subordinato a tutti gli effetti a cui verrà applicato in automatico l’intero corpus delle tutele previste per il lavoro subordinato.

SANZIONI IN CASO DI RETRIBUZIONE INFERIORE A QUELLO PREVISTO DAL CONTRATTO COLLETTIVO

Viene stabilito che ogni socio lavoratore deve avere un trattamento economico-normativo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni datoriali maggiormente rappresentative.

In caso di violazione sono previste sanzioni pecuniarie più severe e sanzioni amministrative come l’esclusione da pubblici appalti e dalla richiesta di contributi europei.

Si cerca, inoltre, di garantire “la parità di trattamento tra i soci lavoratori nella distribuzione delle occasioni di lavoro, parità fondamentale se si considera che molte cooperative “false” la distribuzione ineguale delle occasioni di lavoro costituisce lo strumento con cui i vertici premiano i soggetti a loro fedeli e puniscono i soggetti a loro contrari.

OBBLIGATORIETÀ DELLE SANZIONI

Per il giudice diventa obbligatorio e non più discrezionale applicare le sanzioni verso le cooperative che tradiscono il fine mutualistico.

APPALTI

Il Capo II della proposta di legge rivede la normativa sugli appalti, sancendo che l’appalto c.d. “labour intensive” cioè consistente essenzialmente in prestazioni di lavoro è lecito solo se si tratta di lavoratori specializzati che esprimono un forte valore aggiunto rispetto all’ipotesi che quel servizio sia eseguito da normali dipendenti del committente.

In caso di appalti di mera manodopera o di carenza dei mezzi necessari da parte dell’appaltatore o di un suo rischio di impresa, i dipendenti di quest’ultimo sono considerati dipendenti del committente.

Viene previsto che nel passaggio dei dipendenti dal vecchio appaltatore al nuovo appaltatore ci debba essere il mantenimento di tutti i livelli retributivi e normativi, salvo il caso che il nuovo appalto si presenti come sostanzialmente diverso dal vecchio (servizi ridotti o di molto maggiorati o diversi ecc.), nel qual caso si applica comunque la clausola sociale in forza della quale i lavoratori hanno almeno diritto ad un’assunzione ex novo da parte del nuovo appaltatore e comunque senza peggioramento delle condizioni economico-normative.

Si introduce il principio della solidarietà tra committente e appaltatore nell’ipotesi di appalti interni ad un ciclo produttivo, affinché i dipendenti dell’appaltatore abbiano un trattamento non peggiore di quelli del committente.

RIPRISTINO DI REATI PENALI

L’articolo 11 della proposta di legge ripristina il profilo penale della somministrazione abusiva, dell’utilizzazione illecita, dell’appalto illecito e del distacco illecito, depenalizzate dal decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 8.

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