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Taranto, cosa sta succedendo (di nuovo) all’Ilva?

Ilva

L’ultimo sciopero di 24 ore all’ex Ilva si è svolto lo scorso 6 maggio. La mobilitazione è stata organizzata “per mandare via – hanno spiegato le organizzazioni sindacali – l’attuale governance” a favore “dell’intervento pubblico”.  Al governo si chiede di garantire il “riequilibrio delle relazioni sindacali oggi assenti”

È durato in tutto più di 24 ore lo sciopero indetto da Fim, Fiom, Uilm e dall’Usb avviato ieri mattina alle 7 nello stabilimento di Taranto di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, col presidio delle portinerie della fabbrica scattato intorno alle 4 e che ha consentito esclusivamente l’ingresso nel polo siderurgico  dei dipendenti per la sicurezza degli impianti.

A Taranto stop di 8 ore per ogni turno, di 4 ore invece negli altri siti del gruppo. Le ragioni della protesta riguardano, ancora una volta, la situazione di stallo in cui l’azienda macera ormai da molti mesi, stretta tra bassa produzione, alcuni impianti fermi, cassa integrazione, molti creditori da pagare e mancanza di liquidità.

Gli operai inoltre attaccano la recente sospensione, decisa da Acciaierie d’Italia, di 145 imprese dell’indotto col rischio di altri 2mila addetti in cassa integrazione: le sigle chiedono difatti il ritiro “del provvedimento di taglio degli ordini e delle commesse delle imprese dell’indotto” e al governo “di farsi garante di un riequilibrio delle relazioni sindacali all’interno del gruppo Acciaierie d’Italia oggi assenti”. I sindacati sollecitano il governo ad intervenire: “Lo Stato acquisisca il controllo e la gestione degli impianti nazionalizzando o diventando socio di maggioranza, rinegoziando l’accordo che prevede la transizione dei nuovi assetti societari al 2024, stabilendo e vincolando l’utilizzo dei fondi e la loro destinazione”. L’ultimo sciopero di 24 ore all’ex Ilva si è svolto lo scorso 6 maggio.

A Taranto è sfilato anche un corteo che ha raggiunto gli ingressi della fabbrica per poi convergere sotto la direzione di stabilimento. In programma anche il blocco del varco merci. Lo sciopero ha coinvolto i diretti di Acciaierie d’Italia e i lavoratori dell’indotto. Presenti anche i cassintegrati dell’amministrazione straordinaria di Ilva.

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