Il consumo di sigarette tradizionali cala, cresce il peso delle sigarette elettroniche, ma 2 milioni scelgono il mercato nero. Occhio al possibile rialzo delle accise europee
Il tabacco si conferma il re del mercato, ma le nuove tecnologie spingono per sottrargli lo scettro. I prodotti da tabacco riscaldato conquistano 13 milioni di italiani. Al tempo stesso, però, cresce il fenomeno dell’illegalità: 2 milioni di persone preferiscono il mercato nero. È la fotografia che emerge dall’analisi del rapporto di Euromonitor “Produzione e consumo di sigarette contraffatte in Europa” e della ricerca “Prodotti da fumo e non da fumo: studio sul fenomeno dell’illegalità”, realizzata da Logista in collaborazione con Ipsos Doxa.
COME CAMBIA IL CONSUMO DI TABACCO
I dati del 2025 confermano la metamorfosi del consumo di tabacco. La sigaretta tradizionale ha perso terreno. Oggi è la preferita dell’80,1% degli italiani, contro l’87% del 2023. Al tempo stesso, i consumatori di prodotti da fumo e nuove alternative (vapers e pouchers) hanno toccato quota 13 milioni.
In particolare, spingere sull’acceleratore sono le sigarette elettroniche. La percentuale di consumatori è salita dal 16% del 2023 al 27,1% attuale, pari a circa 3,5 milioni di persone. Resta invece stabile il segmento dei tabacchi riscaldati (stick per inalazione), che si attesta intorno al 24%, consolidando un mercato che vale 4,4 miliardi di euro.
I NUMERI DEL MERCATO (LEGALE E NON)
Complessivamente, il mercato vale 24,5 miliardi di euro. Il tabacco tradizionale contribuisce per 18,3 miliardi di euro, gli stick per inalazione per 4,4 miliardi € e le e-cigarette per 1,8 miliardi €. Numeri che mettono a nudo un settore vitale per l’erario, ma costantemente minacciato dal mercato nero. Nonostante l’efficacia dei controlli, il ricorso ai canali non ufficiali è in crescita. Infatti, nel 2025 ben il 13,8% dei consumatori (1,8 milioni di persone) ha ammesso di aver effettuato acquisti illeciti. La situazione dell’Unione Europea non è più rosea. Infatti, nel 2024 i volumi di sigarette contraffatte sono passati da circa 4,1 miliardi di unità a 13,4 miliardi, arrivando a rappresentare circa un terzo del mercato illecito di sigarette nell’UE.
Un fenomeno che non è solo una questione di sicurezza, ma un vero e proprio danno economico per il sistema, come emerge dal rapporto di Euromonitor “Produzione e consumo di sigarette contraffatte in Europa” e dalla ricerca “Prodotti da fumo e non da fumo: studio sul fenomeno dell’illegalità”, realizzata da Logista in collaborazione con Ipsos Doxa. Basti pensare che l’anno scorso il mercato nero ha creato un buco da 690 milioni per lo Stato italiano, legato alle mancate entrate erariali. Al tempo stesso, l’illegalità nel settore ha provocato una perdita di fatturato per la filiera di 630 milioni €, mettendo a rischio circa 5.900 posti di lavoro. Per l’Unione Europea, invece, si stima per il 2024 una perdita di 14,9 miliardi di euro di entrate fiscali, accompagnata da un incremento dei rischi per la salute pubblica, da fenomeni di sfruttamento del lavoro e da più ampie criticità in materia di sicurezza, spesso connesse ad altre forme di criminalità.
FUMO, I CANALI DEL MERCATO NERO
L’illegalità si muove su binari diversi a seconda del prodotto. Il 66% delle vendite illecite di tabacco tradizionale avviene ancora fisicamente. Il 61% degli acquisti di sigarette elettroniche, invece, avviene sul web. Uno degli ostacoli principali al contrasto all’illegalità è il deficit di informazione. Infatti, solo il 15% degli utenti intervistati per la ricerca di Logista si è detto ben informato sul nuovo divieto di vendita online di prodotti con nicotina, segnale che la strada per una legalità pienamente consapevole è ancora lunga.
Paradossalmente, il Decreto Sicurezza varato da Governo nel 2025 ha contribuito ad aumentare l’illegalità. Infatti, la chiusura di diversi punti vendita fisici di Cannabis Light ha corrisposto a un travaso immediato verso i mercati paralleli.
FUMO, I NODI ACCISE E DIRETTIVA TED
La partita contro l’illegalità nel settore si sposta ora a Bruxelles. La revisione della Direttiva Europea Accise sul Tabacco (T.E.D.) punta ad aumentare la tassazione per armonizzare i mercati. Tuttavia, l’analisi di Logista sottolinea che un aumento eccessivo potrebbe essere controproducente.
Secondo le stime, infatti, i rincari ipotizzati solo sul tabacco tradizionale potrebbero spingere oltre 1 milione di persone verso il mercato nero, portando le perdite erariali oltre la soglia psicologica del miliardo di euro e mettendo a rischio un totale di 6.400 posti di lavoro.
In quest’ottica, durante la presentazione del rapporto, che ha visto la partecipazione di figure di spicco come la Sen. Licia Ronzulli e i Sottosegretari Durigon e Freni, è emersa la richiesta condivisa di definire politiche fiscali equilibrate.
“Auspichiamo che il confronto sulla Direttiva europea possa concludersi in modo equilibrato e non ideologico, per non vanificare l’attività svolta dagli organi di controllo e non penalizzare la filiera legale”, ha detto Federico Rella, Vicepresidente di Logista Italia.


