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CARTELLONI REFERENDUM , METROPOLITANA, VOTA NO

Tutti i sondaggi della settimana sul referendum della giustizia

A 50 giorni dal voto sul referendum della giustizia i sondaggi della settimana registrano un testa a testa tra i Sì e i No. Tutto si deciderà per un pugno di numeri e molto dipenderà dalla partecipazione alle urne

Il clima polarizzato sul referendum della giustizia rende la partita ancora aperta. Le percentuali e i numeri del Sì e del No nel giro di una settimana possono cambiare rapidamente. Qual è il quadro ad oggi che emerge dai sondaggi

IL SONDAGGIO DEMOPOLIS

Per il sondaggio effettuato da Demopolis pubblicato giovedì da Otto e mezzo il No supera il Sì. Nello specifico, tra i duemila intervistati chi vota Sì si attesta al 40%, il No al 41%. Il 19% rappresenta gli indecisi. Togliendo quest’ultima categoria il Sì arriva al 49% e il No al 51%. L’Istituto Nazionale di Ricerche ha registrato una diminuzione della quota di indecisi di sette punti percentuali. Di questi uno è andato al Sì (dal 39% al 40%), sei al No (dal 35% al 41%). Il “Sì” è passato dal 37% del 15 gennaio al 40% di oggi. Il “No” è cresciuto dal 32% di metà gennaio al 41% di oggi, superando il Sì.

Tra le ragioni del Sì la motivazione più diffusa (81%) è il “limitare il correntismo e la politicizzazione del Csm“, mentre la meno frequente, al 44%, è “supportare una scelta opportuna del governo Meloni“. La motivazione del No più comune, per il 75% dei campioni, è il rischio di intaccare l’indipendenza della Magistratura. Per il 68% dei “No” c’è la volontà di bocciare una riforma sbagliata voluta dal Governo Meloni.

“Si tratta di dati in evoluzione destinati ovviamente a modificarsi in base all’eventuale incremento dell’affluenza alle urne nelle prossime settimane. È una partita, quella referendaria, molto incerta e del tutto aperta” spiega il direttore di Demopolis, Pietro Vento.

YOUTREND: AFFLUENZA DECISIVA

Secondo il sondaggio di venerdì mattina di YouTrend per Sky tg24 l’ago della bilancia del referendum sarebbe l’affluenza. Al momento il Sì è in testa con il 51,0% nello scenario con affluenza alta (59,6%, includendo coloro che voterebbero sicuramente o probabilmente). Il No è avanti al 51,5% in quello con affluenza bassa (48,0%, considerando solo coloro che voterebbero sicuramente). Rispetto alla rilevazione diffusa l’11 febbraio, il No è cresciuto di 1,6 punti nello scenario con affluenza alta e di 0,4 in quello con affluenza bassa.

EUMETRA: AUMENTA IL NO

Il sottile margine tra il Si e il No viene registrato anche da Eumetra per Piazzapulita con un campione 800 intervistati. Secondo i dati curati curati da Renato Mannheimer il Sì è stimato al 50,4% il No al 49,6%. Il calo degli elettori favorevoli alla riforma rispetto alla settimana scorsa è lieve: dal 53,3% al 50,4%. I due schieramenti “sono pari”, dice Mannheimer. La quota di chi intende votare per il No è invece in crescita negli ultimi giorni.

ONLY NUMBERS: VANTAGGIO DEL

Nel sondaggio dell’Istituto ‘Only Numbers’ di Alessandra Ghisleri per Porta a Porta il Sì è dato al 47,3% mentre il No si attesta al 43,1%. A metà gennaio erano rispettivamente il 50,3% e il 35,4%. Una distanza tra il Sì e il No compresa tra gli 800mila e il milione di voti. Gli indecisi sono stimati al 9,6%. Senza considerare questa quota, i favorevoli e i contrari sono rispettivamente al 52,3% e al 47,7%. Rispetto al sondaggio del 4 febbraio, il Sì guadagna 0,6 decimi, il No 0,9: un distacco di 0,3 punti percentuali.

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