Urso spinge l’Italia nella nuova economia spaziale e tenta di razionalizzare il caos degli incentivi, ma inciampa ancora sull’Ilva. Il 2025 del ministro
La battaglia a Bruxelles per le auto endotermiche, il tentativo di semplificare gli incentivi, la legge sulla Space Economy e la storia infinita Ilva. Nel 2025 il ministro del Mimit, Adolfo Urso, ha lavorato seguendo quattro pilastri: semplificazione, digitalizzazione, sostenibilità e competitività internazionale. Una sfida riuscita solo a metà. Infatti, nonostante riforme ambiziose, come il Codice degli Incentivi e la legge sulla Space Economy, restano sfide aperte in termini di attuazione pratica, effettiva erogazione dei benefici e impatto reale sull’economia italiana. Gli effetti completi di molte misure saranno più chiari nei prossimi anni, mentre nel breve periodo persistono osservazioni critiche relative alla complessità amministrativa e all’efficacia percepita da imprese e stakeholder.
LA PIÙ GRANDE VITTORIA DI URSO
La maggiore vittoria di Urso di quest’anno è la legge sulla Space Economy. Il Mimit ha promosso la norma per colmare i vuoti normativi nelle telecomunicazioni e altri servizi satellitari, favorendo la filiera. Al tempo stesso, la legge mira ad aprire il perimetro del mercato anche ad aziende e startup non specializzate nel settore spaziale. Infatti, favorisce partnership pubblico-privato, investimenti (anche tramite il Piano Strategico con miliardi di euro stanziati) e la crescita dell’intera filiera industriale.
La norma ridefinisce anche la governance del settore. La cabina di regia passa ora in mano al Mimit, che gestirà la politica spaziale nazionale in collaborazione con l’ASI.
L’ILVA È LA MACCHIA NEL 2025 DI URSO?
L’Ilva resta uno dei più punti interrogativi del 2025 di Urso. Il ministro ha organizzato numerosi tavoli “senza soluzione di continuità” per trovare un accordo tra istituzioni, sindacati ed azienda. Il risultato più tangibile è il piano per la decarbonizzazione dell’acciaieria, incentrato sul rilancio produttivo degli asset. Nonostante gli sforzi di Urso e le numerose offerte ricevute, però, l’Ilva non ha ancora trovato un propietario e gli altoforni sono quasi tutti spenti.
UN CODICE PER SEMPLIFICARE GLI INCENTIVI
Nel 2025 il ministro Urso ha messo la firma sul Codice degli incentivi, un passo importante verso la semplificazione e l’efficienza del sistema. La riforma organica dell’intero sistema delle misure di sostegno mira a superare la stratificazione di regole e procedure che negli anni ha reso complesso l’accesso ai sostegni per le imprese. Tuttavia, è importante sottolineare il successo della riforma dipenderà molto dalla capacità delle amministrazioni locali di implementare davvero le nuove regole, dal livello di preparazione delle imprese (soprattutto PMI e autonome) e dalla reale efficacia dei nuovi meccanismi di controllo.
TUTTI GLI AIUTI DI URSO
La scommessa maggiore del 2025 di Urso è Transizione 5.0. Una scommessa vinta a metà, poiché lo strumento per agevolare investimenti industriali ha registrato prenotazioni per oltre 2,5 miliardi di euro nel 2025 e potrebbe superare 3 miliardi entro fine anno. Tuttavia, resta da sciogliere il nodo dei beneficiari che non hanno ancora ricevuto l’incentivo a causa della fine dei fondi disponibili.
Inoltre, nel 2025 il ministero ha stanziato 250 milioni di euro per sostenere il settore della moda, tra contratti di sviluppo, mini contratti, transizione ecologica e sostenibilità. Inoltre, il Mimit ha messo sul tavolo altri 150 milioni di euro per voucher destinati a PMI e lavoratori autonomi per servizi di cloud computing e cybersecurity. Una parte importante delle risorse è dedicata a ridurre i divari digitali nel Sud.
GLI INCENTIVI IRRAGGIUNGIBILI
Il rovescio della medaglia è che aziende di diversi settori continuano a lamentare difficoltà nell’ottenere benefici concreti dagli incentivi a causa di procedure complesse o limitazioni pratiche. Inoltre, l’unificazione e semplificazione degli strumenti di supporto (ad esempio evoluzione di Transizione 4.0/5.0 in un nuovo incentivo unico), è ancora spesso in fase embrionale. Inoltre, gli effetti economico-produttivi complessivi di diverse misure su settori strategici e sull’occupazione sono ancora in fase di valutazione.
LA SPINTA SULL’ AUTOMOTIVE DI URSO
Il rilancio dell’automotive italiano è uno dei pallini di Adolfo Urso. Il Mimit ha messo in campo piani di sostegno alla filiera dell’automotive con 2,5 miliardi di euro (di cui circa 1,6 miliardi nel 2025) per innovazione, contratti di sviluppo e credito d’imposta. L’obiettivo è far uscire il settore dalla stagnazione che da decenni lo affligge, aumentando la produzione nazionale fino a 1 milione di vetture. Un traguardo che sembra, però, ancora lontano. Nonostante la nuova luna di miele con il Governo Meloni, Stellantis ha fissato ad appena
Insieme al ministro Gilberto Pichetto Fratin e ai corrispettivi tedeschi, Urso ha sostenuto con forza la necessità di maggiore autonomia industriale e revisione delle regole UE, contribuendo al recente passo indietro di Bruxelles sul Regolamento sulle auto inquinanti del Green Deal.
PROGETTI E BANDI PER L’INNOVAZIONE
Il ministro Urso ha introdotto anche nuovi bandi per l’innovazione. Nel 2025 il Mimit ha stanziato 731 milioni di euro per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in tecnologie chiave. Fondi che saranno disponibili a partire da gennaio 2026. Una seconda iniziativa importante è il bando per la promozione all’estero di marchi collettivi e di certificazione con contributi fino al 70% e importo massimo di 150.000 €.


