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Vincitori e vinti del Dl Aiuti

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Cosa contiene il Dl aiuti? Chi è favorevole alle nuove misure e chi, invece, sperava in qualcosa di diverso?

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Dl aiuti. Il provvedimento, spiega il premier Mario Draghi, vale “15 miliardi, più altri circa due di misure aggiuntive” per un totale di “17 miliardi da aggiungere ai circa 35 miliardi” delle norme già approvate nel corso dell’anno dal governo. Il Premier ha evidenziato che si tratta di “una grossa percentuale di pil, più di 2 punti percentuali”.

Di seguito le novità principali, i vincitori ed i vinti.

Cosa contiene il Dl aiuti

Il testo, che conta 41 articoli, ha tra i suoi punti cardine: le risorse per calmierare le bollette, proroga di un mese dello sconto benzina, taglio del cuneo fiscale, anticipo della rivalutazione delle pensioni e risorse per la sanità.

Taglio del Cuneo Fiscale ed estensione Bonus

ll taglio del cuneo contributivo era una delle misure più attese e richieste: complessivamente dell’1,8% nel secondo semestre, con l’ulteriore 1% per i redditi fino a 35mila euro, andrebbero invece 786 milioni quest’anno e 831 nel 2023.

Saranno 38 i milioni di euro destinati all’estensione del bonus da 200 euro, per attribuirlo ai lavoratori esclusi finora (stagionali, cassintegrati a zero ore e collaboratori sportivi). Sul tavolo c’è anche un rifinanziamento per portare da 500 a 600 milioni il fondo per il bonus anti-inflazione dei lavoratori autonomi, ancora in attesa del Dm attuativo.

Viene poi reintrodotta per il 2022 la norma chiesta da Italia viva che raddoppia a 516 euro la somma per il welfare contrattuale esentasse. Vi è inoltre un pacchetto di soluzioni previste dalla nuova tranche di sostegni dove viene rifinanziato con altri 100 milioni il Fondo per il sostegno del potere d’acquisto dei lavoratori autonomi. La dotazione del Fondo, originariamente di 500 milioni nel primo decreto aiuti, sale così a 600 milioni di euro.

Docente esperto

Tra le novità la nascita della figura del “docente esperto” che guadagnerà 5.650 euro in più sotto forma «assegno annuale ad personam». I prof “esperti” non potranno essere più di 8mila e saranno selezionati tra i docenti di ruolo che «abbiano conseguito una valutazione positiva nel superamento di tre percorsi formativi consecutivi e non sovrapponibili». Prevista una «una tantum» accessoria da stabilire con i contratti tra il «10 e il 20%» per chi completa un percorso triennale.

Bonus psicologo e bonus trasporti

Verranno inoltre rifinanziati il bonus psicologo e il bonus trasporti (inserito nel precedente decreto aiuti) e, in particolare, per il bonus destinato agli abbonamenti dei trasporti pubblici vengono stanziati 101 milioni in più, dai 79 milioni originari. Per il bonus psicologo la nuova cifra non è invece ancora dettagliata.

Stop a modifiche unilaterali dei contratti di fornitura elettrica

E’ prevista anche la sospensione delle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura di energia elettrica e gas naturale. La norma sospende fino al 31 ottobre l’efficacia di ogni eventuale clausola contrattuale che consente all’impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo nei rapporti con i clienti domestici, ancorché sia contrattualmente riconosciuto il diritto di recesso alla controparte.

Aree di interesse strategico nazionale

Arriveranno anche le aree di interesse strategico nazionale, con la possibilità di investimenti di non meno di 300 milioni. Per quanto riguarda invece il fronte della sicurezza: gli 007 italiani potranno adottare «misure di intelligence di contrasto in ambito cibernetico» in caso «di crisi o di emergenza a fronte di minacce che coinvolgono aspetti di sicurezza nazionale e non siano fronteggiabili solo con azioni di resilienza».

Iter veloce

Ad ogni modo, si lavora per un iter veloce, con l’arrivo in Gazzetta atteso già nel fine settimana e l’impegno dei partiti a non presentare emendamenti, per garantire celerità e tener fuori i nuovi aiuti dalla morsa della campagna elettorale, come ha anticipato il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi: “L’impianto del decreto è molto condivisibile e come Pd ci impegneremo a non presentare emendamenti per facilitarne la rapida conversione”.

Favorevoli e contrari al provvedimento

Al momento è Iv ad esprimersi positivamente attraverso le parole del senatore Antonio Misiani: “Le scelte più importanti raccolgono quello che avevamo chiesto come Pd: l’ulteriore taglio del cuneo fiscale, l’estensione del bonus 200 euro ad alcune categorie escluse, la proroga degli aiuti per le famiglie, le imprese e gli enti locali e l’anticipo dell’indicizzazione delle pensioni. Abbiamo insistito molto anche sulle risorse per la sanità: l’emergenza Covid non è ancora terminata e il governo deve aiutare le regioni a gestire al meglio lo sforzo finanziario straordinario che stanno mettendo in campo anche nell’anno in corso”.

Critici invece i sindacati CGIL e UIL: “Sul piano quantitativo e del tutto insufficiente. Un miliardo ai lavoratori e 1,5 miliardi ai pensionati su 14,3 miliardi di manovra. Stiamo parlando di cifre assolutamente insufficienti ad affrontare il problema”, ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini al termine dell’incontro al Mef sul dl aiuti. “Non ci siamo. Visto che il cdm non si è ancora riunito, chiediamo che affrontino in modo diverso questa situazione”, ha aggiunto. “L’incontro non e’ andato bene. Per quello che ci riguarda” l’intervento sul cuneo e sulle pensioni previsto nel dl aiuti bis “e’ poco più di un’elemosina”, ha detto il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri.

Polemiche anche da parte degli enti locali: “Il Decreto aiuti bis non rispetta gli impegni presi dal Governo con le Province: non c’è traccia del fondo di 30 milioni annui dal 2022 al 2024 per compensare il crollo delle entrate, che ci era stato assicurato anche a seguito di un ordine del giorno, accolto dal Governo, presentato dai Capigruppo alla Camera in sede di conversione del primo decreto aiuti. Per questo non possiamo dare intesa sul decreto di riparto”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Upi, Michele de Pascale, nel corso della Conferenza Stato Città di ieri.
“Ci auguriamo – dichiara de Pascale – che in queste ore il Governo trovi la soluzione: tra il 2019 e il 2021 il calo delle entrate proprie RCAuto e IPT registrato da Province e Città metropolitane è stato di 225 milioni, di cui 148 milioni in meno per le Province e 77 milioni in meno per le Città metropolitane. A fronte di questa cifra impressionante, con il primo decreto aiuti le uniche risorse a disposizione di Province e Città metropolitane per compensare il crollo delle entrate, che incide direttamente sulla possibilità di garantire i servizi, sono stati 20 milioni. Intanto il calo delle entrate da RCAuto e IPT prosegue, tanto che ora, tra il primo semestre 2022 e il primo semestre 2021, abbiamo già registrato un’emorragia di quasi 125 milioni, di cui 73 per le Province e 52 per le Città metropolitane. Così rischiamo di non poter garantire i servizi: per questo – ha concluso de Pascale – torniamo a chiedere un impegno chiaro e certo del Governo rispetto alla effettiva volontà di fare fronte a questa situazione drammatica, assicurando le risorse necessarie in questo decreto aiuti bis”.

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