Skip to content

ziello cappio

Ziello (Fn) riporta il cappio in Parlamento contro il Safe: ecco perché e quel precedente di 30 anni fa

Trent’anni dopo il cappio della Lega in piena Tangentopoli, un nuovo gesto simbolico nell’Aula di Montecitorio, questa volta contro le politiche europee sulla difesa

Edoardo Ziello, deputato di Futuro Nazionale, ha mostrato un cappio alla Camera dei Deputati durante la discussione sulle comunicazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, definendo il piano europeo Safe “un cappio al collo nei confronti dell’Italia” e annunciando il voto contrario del suo gruppo. La protesta arriva durante il dibattito sulle scelte di bilancio e sulle politiche di difesa europee e riporta al centro del confronto parlamentare una delle immagini più celebri della storia della  politica italiana.

Il programma Safe è lo strumento europeo che mette a disposizione finanziamenti per sostenere gli investimenti nella sicurezza e nella difesa attraverso prestiti destinati agli Stati membri. Per Futuro Nazionale, il movimento politico legato a Roberto Vannacci, l’adesione rappresenterebbe invece un rischio per la sovranità economica e finanziaria italiana.

IL CAPPIO COME LINGUAGGIO POLITICO

Il riferimento inevitabile è al 16 marzo 1993, quando il deputato della Lega Luca Leoni Orsenigo portò un cappio nell’Aula di Montecitorio. Erano gli anni di Tangentopoli, e il Carroccio allora interpretava il sentimento antisistema contro la classe politica travolta dalle inchieste di Mani Pulite.

Quel gesto divenne una delle immagini simbolo della Prima Repubblica. A distanza di trent’anni, Nicola Molteni, allora giovane militante della Lega Nord e oggi sottosegretario agli Interni, ha ricordato quell’episodio spiegando a QuiComo che “si deve a lui quell’immagine simbolo che segnò lo spartiacque tra la prima e la seconda Repubblica”, precisando però che “la Lega non è mai stata il partito della forca”.

Secondo Nicola Molteni, quel cappio non doveva essere letto come un gesto di giustizialismo, ma come “metafora del sistema centrale che strangola l’economia del Nord”. Una lettura che lega quell’immagine alla capacità della Lega di intercettare proteste e malcontento.

DALLA TANGENTOPOLI DEL 1993 ALLA BATTAGLIA SUL SAFE

Nel suo intervento il deputato di Futuro Nazionale Edoardo Ziello ha sostenuto che il Safe rappresenterebbe un vincolo per l’Italia e ha accusato il governo di aver abbandonato la linea iniziale contro i “poteri forti” e la burocrazia europea.

“Voi state mettendo un pericoloso cappio al collo nei confronti dell’Italia. Il Safe è un cappio al collo nei confronti dell’Italia”, ha dichiarato Edoardo Ziello in Aula, mostrando il cappio e accompagnando il gesto con cartelli con la scritta “No Safe”.

A cambiare, rispetto al 1993, è il contesto politico. Il cappio di Luca Leoni Orsenigo arrivò nel pieno della crisi del sistema dei partiti della Prima Repubblica; quello di Edoardo Ziello nasce invece dentro un Parlamento dove il confronto riguarda il rapporto tra Italia e istituzioni europee, in particolare sul terreno della difesa e della finanza pubblica.

La forza comunicativa del gesto resta però la stessa: trasformare una posizione politica in un’immagine destinata a superare il dibattito parlamentare.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Torna su