Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata, Trani: la mappa del voto in vista dei ballottaggi di domani e dopodomani
Alla vigilia del voto sui ballottaggi che chiuderà la tornata elettorale delle amministrative, la domanda che attraversa tutte le campagne elettorali è la stessa: a chi andranno i voti di chi è rimasto fuori dal secondo turno? Nei 6 capoluoghi ancora in bilico sarà decisivo l’elettorato che non si riconosce pienamente in nessuno dei due schieramenti, quel voto mobile, poco ideologico e intrinsecamente locale. Per questo il centro e il mondo civico tornano ad avere un peso che va oltre i numeri raccolti al primo turno: indicazioni che torneranno utili anche in chiave nazionale in vista delle politiche dell’anno prossimo.
AREZZO, I VOTI CIVICI DI DONATI POSSONO DECIDERE LA SFIDA
Nella città di Giorgio Vasari, il ballottaggio è tra Marcello Comanducci (centrodestra, 43,81% al primo turno) e Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra, 32,36%). Il dato politico decisivo del primo turno è il risultato di Marco Donati (20,49%), sostenuto da una galassia civico-riformista (Azione, Più Arezzo, Con Arezzo, Scelgo Arezzo, Noi oggi per domani). Può essere lui il vero ago della bilancia: il suo elettorato è trasversale, ma storicamente più permeabile verso il centrosinistra, senza però un indirizzo automatico.
LECCO, IL VOTO MODERATO SI MUOVE TRA CONTINUITÀ E AFFIDABILITÀ
Nel capoluogo lombardo la sfida è tra Filippo Boscagli (centrodestra, 48,65%) e Mauro Gattinoni (centrosinistra, 42,53%). Qui il primo turno ha certificato una forte frammentazione del voto civico, disperso in più liste locali e candidature minori. Non esiste un “blocco civico” unico: si tratta di un elettorato mobile che al ballottaggio si distribuisce soprattutto sulla base della percezione di continuità amministrativa e affidabilità del candidato uscente.
MACERATA, IL BLOCCO CIVICO MODERATO TERRÀ AL SECONDO TURNO?
Il sindaco uscente di Macerata Sandro Parcaroli (centrodestra) ha chiuso il primo turno in vantaggio relativo (49,96%), mancando la rielezione diretta per una manciata di voti. Il suo risultato è stato sostenuto da una rete di liste civiche e territoriali (tra cui esperienze come Macerata Unica e liste civiche di area centrodestra), che hanno funzionato come struttura di radicamento più che come semplice appendice partitica, mentre Gianluca Tittarelli, sostenuto da PD, Movimento 5S e varie liste civiche, si è fermato al 41,95%: il nodo ora è la tenuta di questo blocco moderato, probabilmente meno disciplinato al secondo turno rispetto all’elettorato di partito.
CHIETI, LE LISTE CIVICHE CONTENDONO L’ULTIMA FETTA DI CONSENSO
A Chieti si sfidano Giovanni Legnini e Cristiano Sicari in un quadro che al primo turno ha premiato nettamente il candidato del centrosinistra e dell’area civica progressista. Legnini ha infatti sfiorato l’elezione diretta con il 47,21% dei voti, mentre Sicari si è fermato al 27,47%. Il primo turno ha evidenziato soprattutto la divisione del centrodestra, con una quota significativa di consensi raccolta da Mario Colantonio, sostenuto da Lega, Udc e Azione Politica. Al ballottaggio sarà proprio la capacità di ricomporre quell’area politica a rappresentare la principale incognita della sfida.
AGRIGENTO, IL CIVISMO RESTA L’AGO DELLA BILANCIA
Nella città dei Templi, il confronto è tra Dino Alonge e Michele Sodano. Pur potendo contare su liste che complessivamente hanno sfiorato il 60% dei voti, Alonge (34.79%) non è riuscito a capitalizzare pienamente quel consenso e ha terminato il primo turno alle spalle del suo avversario (39.13%). A pesare è stato soprattutto l’elevato ricorso al voto disgiunto, che ha premiato Michele Sodano, esponente di ControCorrente sostenuto anche da Pd e M5s, proiettandolo al ballottaggio. Sarà interessante capire il 14.11% di Luigi Gentile, sostenuto da Lega, Udc e Noi moderati, e soprattutto l’11.97% ottenuto da Giuseppe Di Rosa con due liste civiche, come si distribuiranno.
TRANI, IL BACINO MODERATO SENZA SCHIERAMENTO VALE LA VITTORIA
A Trani la sfida è tra Marco Galiano (centrosinistra, che ha ottenuto il 40,69%) e Angelo Guarriello (centrodestra 30,32%). Il primo turno ha evidenziato una forte dispersione del voto moderato su liste civiche e candidature locali autonome, ma va segnalato Giacomo Marinaro, sostenuto da cinque liste civiche (fra le quali ‘Giacomino sindaco’), che ha ottenuto il 21,50% di voti; liste civiche di area trasversale che non si sono schierate al secondo turno e che rappresentano il vero serbatoio conteso: un elettorato fluido, poco partitico, che tende a spostarsi in base alla credibilità amministrativa più che all’appartenenza politica.


