I 131 dipendenti dello stabilimento Ericsson di Genova-Erzelli erano a rischio licenziamento. La telefonata della premier all’ad Andrea Missori porta al ritiro della procedura. Cosa è successo, cosa accadrà ora e il profilo del manager
La vertenza Ericsson di Genova cambia direzione dopo l’intervento di Giorgia Meloni. La premier ha chiamato l’ad Andrea Missori per scongiurare il licenziamento di 131 lavoratrici e lavoratori dell’azienda. Dopo la telefonata – riferita da Palazzo Chigi – l’azienda ha annunciato il ritiro della procedura e l’apertura di un nuovo percorso. Una svolta arrivata dopo settimane di mobilitazione dei dipendenti e l’intervento delle istituzioni locali, con la sindaca di Genova Silvia Salis in prima linea ad attenzionare la vicenda.
PERCHÉ 131 LAVORATORI DELLA ERICSSON ERANO A RISCHIO LICENZIAMENTI
La procedura di licenziamento collettivo era stata avviata da Ericsson l’11 settembre nell’ambito di un piano di riorganizzazione. I lavoratori coinvolti erano 131, tra cui 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti. Il grosso degli esuberi (110) riguardava la Business Area Networks, mentre altri 21 erano concentrati nella Business Area Cloud Software and Services.
Il piano prevedeva anche la chiusura entro la fine del 2026 dell’unità dedicata all’Ottica e un ridimensionamento delle attività di ricerca e sviluppo. Il taglio, quindi, avrebbe interessato il polo tecnologico di Erzelli, dove sono concentrate competenze specialistiche nel settore delle telecomunicazioni.
LA MOSSA DI SILVIA SALIS E L’ATTENZIONE DEL GOVERNO
La vicenda è finita rapidamente sul tavolo istituzionale grazie alla sindaca di Genova Silvia Salis, che ha incontrato lavoratori, sindacati e vertici locali di Ericsson chiedendo il coinvolgimento del governo e un confronto con i vertici nazionali e internazionali dell’azienda. In Consiglio comunale, si legge sull’Ansa, aveva definito i 131 esuberi l’ultimo capitolo di un progressivo ridimensionamento del polo genovese, ricordando che dai circa 1.110 lavoratori dell’epoca Marconi si era arrivati a poco più di 300. Il 1° ottobre la sindaca è tornata al fianco dei lavoratori durante il presidio davanti al Salone Nautico, dove ha chiesto garanzie sulla tutela dei dipendenti e sul futuro della sede di Erzelli.
LA TELEFONATA DI GIORGIA MELONI AD ANDREA MISSORI
Nella giornata di ieri, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, Giorgia Meloni ha contattato direttamente l’amministratore delegato Andrea Missori. Al termine dell’interlocuzione, l’azienda ha comunicato il ritiro della procedura di licenziamento collettivo, decisione formalizzata al tavolo convocato dal Mimit con grande soddisfazione del ministro per le Imprese e Made in Italy Adolfo Urso.
Il nuovo percorso, però, non significa che la riorganizzazione sia stata cancellata. Ericsson ha indicato la strada delle uscite volontarie incentivate e dei percorsi di ricollocazione e il confronto tra azienda, sindacati e istituzioni dovrà quindi stabilire quanti lavoratori resteranno e quali saranno le modalità di uscita.
CHI È ANDREA MISSORI
Nato a Molfetta (BA), Andrea Missori è un ingegnere elettronico, laureato al Politecnico di Bari, e ha conseguito un Executive MBA all’Università di Bologna. Ha frequentato programmi executive alla London Business School, alla Boston University e alla Beijing Management School. È vicepresidente di Asstel e componente del Foreign Investors Advisory Board di Confindustria. Entrato in Ericsson nel 2000, è oggi amministratore delegato e presidente di Ericsson Italia e Vice President e Head of Customer Unit South Europe and Eurasia di Ericsson.
Negli anni ha guidato la regione South East Mediterranean and Eurasia, è stato Global Key Acount Manager per Europa e America Latina e President e Managing Director di Ericsson in Libia. Ha ricoperto anche responsabilità nelle aree commerciali, operative, marketing, comunicazione e gestione del personale.
In foto: la premier Giorgia Meloni e l’ad Ericsson Andrea Missori

