Mojtaba Hosseini Khamenei, figlio dell’ex Ayatollah Ali Khamenei, è considerato una delle figure di spicco religiose e politiche della Repubblica iraniana
Accelerazione dell’Assemblea degli esperti, riunitasi online dopo l’attacco contro la sede di Qom, che contro ogni previsione sceglie anzitempo la nuova Guida Suprema dell’Iran. È Mojtaba Khamanei, secondogenito dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei, rimasto ucciso nel raid aereo congiunto israelo-statunitense di sabato scorso. Dato inizialmente per morto insieme al padre nel raid, Mojtaba Khamenei è riemerso con forza al centro della scena politica iraniana.
CHI È MOJTABA, IL SECONDOGENITO DI KHAMENEI E NUOVA GUIDA SUPREMA DELL’IRAN
Mojtaba Hosseini Khamenei, 56 anni, è un chierico sciita considerato da anni una delle figure più influenti dell’establishment iraniano. Per lungo tempo il suo nome è circolato tra i principali candidati alla successione della Guida Suprema, ruolo ricoperto dal padre per 37 anni. Ha studiato teologia islamica presso il seminario di Qom e si è dedicato agli studi religiosi sin dalla giovane età. Mojtaba non ha mai ricoperto incarichi formali nel governo o nelle istituzioni ufficiali della Repubblica Islamica, ma è una figura di potere dietro le quinte nell’ufficio della Guida Suprema e coltiva stretti rapporti con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e la milizia dei Basij. Ha prestato servizio nella guerra Iran-Iraq dal 1987 al 1988 e nel 1999.
L’APPOGGIO DEI PASDARAN ALLA SUCCESSIONE EREDITARIA
L’ascesa di Mojtaba apre una fase cruciale per l’Iran e rappresenta un vero e proprio cambio di direzione nelle scelte politiche riguardanti possibili successioni ereditarie. L’idea di una successione padre-figlio, infatti, aveva reso per anni la nuova Guida Suprema un candidato improbabile in una Repubblica nata nel 1979 sulle macerie della monarchia e ufficialmente ostile a ogni dinastia.
Lo stesso ayatollah Khamenei aveva frenato su un passaggio ereditario, ma nel nuovo equilibrio di potere l’Assemblea ha scelto la continuità, consegnando il Paese al figlio del leader recentemente scomparso. Ruolo cruciale nell’elezione di Mojtaba Khamenei l’avrebbero ricoperto i Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran), garanti della sicurezza interna del Regime.
LA RETE E L’IMPERO DEI KHAMENEI
Scrive il Sole 24 Ore, citando fonti Bloomberg, che “Mojtaba Khamenei avrebbe costruito un impero immobiliare globale del valore di oltre 100 milioni di sterline solo nel Regno Unito. I fondi provengono principalmente dalle vendite di petrolio iraniano e sono stati fatti transitare su conti in banche britanniche, svizzere, del Liechtenstein e degli Emirati Arabi Uniti, tramite società fantasma registrate a Saint Kitts and Nevis e nell’Isola di Man. Il portafoglio si estende ad hotel di lusso a Francoforte e Maiorca, una villa nel “Beverly Hills di Dubai” e beni in precedenza detenuti a Toronto e Parigi. Nessuno di questi asset è intestato direttamente a Mojtaba: il suo nome non compare in nessun documento, sostituito da intermediari fidati e scatole cinesi”.
LA REAZIONE DI ISRAELE
Secondo quanto riporta Avvenire, “la notizia della nomina della nuova Guida Suprema è stata commentata dal ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha avvertito che anche Majtaba è un “bersaglio inequivocabile da eliminare”. «Qualsiasi leader nominato dal regime terroristico iraniano per continuare a guidare il piano per distruggere Israele, minacciare gli Stati Uniti, il mondo libero e i paesi della regione e opprimere il popolo iraniano, sarà un bersaglio inequivocabile da eliminare», ha afferma Katz in una nota.
Crediti immagine: Mahmoud Hosseini, Tasnim News Agency


