L’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti lascia il Collegio dei revisori del Csm dopo l’apertura dell’indagine della Procura di Roma: al centro del fascicolo sul Ponte sullo Stretto presunte pressioni, informazioni riservate e prospettive di incarichi post-carriera. Il profilo del magistrato
L’inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto produce il primo effetto istituzionale: ieri Tommaso Miele si è dimesso dalla presidenza del Collegio dei Revisori dei Conti del Csm. L’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti è tra gli indagati nel fascicolo che coinvolge anche l’imprenditore Vincenzo Virgiglio e l’avvocato Giacomo Saccomanno. Miele era stato nominato presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Consiglio superiore della magistratura per il quadriennio 2025-2028.
L’incarico era stato assunto inizialmente a titolo gratuito; successivamente il plenum aveva deliberato un compenso annuo lordo di circa 27mila euro. L’indagine della Procura ruota attorno a presunte attività finalizzate a influenzare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sugli atti relativi al Ponte sullo Stretto. Le contestazioni riguardano ipotesi di corruzione e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.
CHI È TOMMASO MIELE
Ma chi è Tommaso Miele? Classe 1956, nato ad Aquino, in provincia di Frosinone, Tommaso Miele è una figura ben nota della magistratura contabile italiana. Da sempre legato al territorio ciociaro e alla città di San Tommaso, dopo la maturità classica conseguita al liceo “Carducci” di Cassino e la laurea in Giurisprudenza, ha intrapreso la carriera nella Polizia di Stato, esperienza che ha preceduto il lungo percorso nelle istituzioni e nella magistratura contabile.
Nel corso degli anni ha ricoperto numerosi incarichi amministrativi, accademici e professionali. Come riporta Lettera43, “è stato “presidente aggiunto della Corte dei Conti e presidente della Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio, con sede a Roma. Tra i suoi incarichi anche quello di magistrato preposto al Servizio Massimario e Rivista della Corte dei conti e direttore della stessa rivista. In passato è stato estensore di circa 8 mila sentenze e ha ricoperto posti di funzione tanto in sede di controllo quanto giurisdizionale. Dal 2011 al 2016 è stato magistrato della Corte dei conti delegato al controllo sulla gestione finanziaria di Euro Spa. Dal 2019 al 2022, invece, delegato al controllo sulla gestione finanziaria dell’Agenzia del Demania. Infine dal 2022 al controllo di Leonardo Spa”.
“Tra gli incarichi”, prosegue l’articolo “anche quello di presidente del collegio dei Revisori dei conti dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, oltre che del Molise e della Federico II di Napoli (…) E ha svolto ruoli anche ministeriali, come quello di capo dell’ufficio legislativo del ministero della Sanità o di consigliere giuridico alla presidenza del Consiglio dei ministri. Per la Figc è stato commissario straordinario della Lega Pro dal 7 luglio al 31 dicembre del 2015″.
LA RETE DEI RAPPORTI DI MIELE
Ulterori dettagli sulla sua vita li approfondisce lo stesso Miele in una intervista ad Aquinocresce.it, nella quale ricostruisce “il proprio invidiabile percorso”, una formazione a episodi che spazia dagli incontri con Aldo Moro ai rapporti con Alberto Dalla Chiesa, Gianni Agnelli e Sabino Cassese, figure che considera determinanti nel proprio percorso umano e professionale. Autore di numerose pubblicazioni giuridiche, iscritto all’Albo dei Giornalisti nell’elenco speciale e collaboratore, secondo quanto da lui stesso ricordato, de Il Sole 24 Ore e L’Espresso, Miele ha spesso affiancato all’attività istituzionale quella di studioso e divulgatore.
Un profilo che restituisce l’immagine di un magistrato abituato a muoversi tra amministrazioni, accademia, luoghi della decisione pubblica, coltivando relazioni e intessendo rapporti ad alto livello. Una dimensione relazionale che oggi riemerge, sotto una prospettiva diversa, nelle carte dell’inchiesta sul Ponte.


