Barelli e Tajani fermano la corsa dell’esponente leghista. Salvini non ci sta e mette un veto su Cornelli. Centrodestra di nuovo spaccato, si cerca un tecnico. Ecco i possibili candidati
Alla fine la spuntano Tajani e Barelli. Il veto forzista sul sottosegretario all’Economia per la presidenza della Consob non ha vacillato e l’esponente leghista fa un passo indietro. Dopo settimane di lavoro per risolvere il puzzle del sottogoverno, Federico Freni annuncia a Repubblica di ritirare la propria candidatura per succedere a Paolo Savona, il cui mandato è scaduto a marzo: “io sono, per natura e vocazione, un costruttore di ponti. Perché sono abituato a risolvere i problemi, non certo a crearli. Meloni ha preso atto della mia decisione. Forza Italia vuole Cornelli? Non parlo mai di chi parla troppo di me”. Con queste parole, Freni cede il passo e ora la coalizione dovrà orientarsi verso un altro nome, probabilmente un tecnico.
PERCHÉ FRENI SI È RITIRATO E QUEL PRECEDENTE DI GENNAIO
La rinuncia è irrevocabile e la comunicazione è già stata inviata a Meloni, Salvini e al ministro dell’Economia Giorgetti (che aveva avanzato la candidatura dell’esponente leghista). Gli azzurri avevano già imposto un primo veto a gennaio sulla sua candidatura, e questa volta è stata quella definitiva. “Ho fatto prevalere il dovere istituzionale. Non voglio creare problemi al governo, alla Consob e al Paese”, con queste parole Freni abbandona la corsa alla guida dell’autorità che vigila sui mercati finanziari, nonostante un timido ripensamento di Forza Italia avvenuto nelle scorse settimane.
LA DISPUTA TRA FORZA ITALIA E LEGA
Timido ripensamento, appunto, perché il partito di Tajani ha quasi immediatamente fatto retromarcia, ripristinando la posizione iniziale: “Per noi è necessario un tecnico di alto profilo perché va evitata una lottizzazione politica della Consob. Non è una cosa contro Freni, è per non mettere un politico lì”, ha dichiarato il portavoce Raffaele Nevi. La Lega intanto mastica amaro, ipotizza una mano della famiglia Berlusconi dietro lo stop a Freni e contrattacca, imponendo un veto sul rivale Federico Cornelli. Lo stallo, dunque, sembra proseguire e tutto lascia intendere che si andrà verso un nome tecnico.
E ORA, UN TECNICO? I NOMI ANCORA IN CORSA
Secondo quanto riporta il Foglio, Freni – che ora si concentrerà sull’ultima finanziaria – potrebbe aver pagato il fatto di avere scritto il Testo Unico di Finanza e la sola idea che i suoi messaggi siano sul telefonino dell’ex dg del Tesoro, Sala, per quanto riguarda il risiko bancario. Adesso, con Federico Cornelli in bilico, gli alleati dovranno unirsi intorno al nome di un tecnico e Gian Luca Gregori sarebbe il principale indiziato, ma si ipotizzano anche i nomi di Gabriella Alemanno, Carlo Deodato e Donato Masciandaro.


