Il governo prepara la prossima legge di Bilancio, ma le misure sono ancora da definire. Pesano sulla manovra 2027 i vincoli europei e la ricerca delle coperture.
Giorgia Meloni lavora a un pacchetto di interventi fiscali e di sostegno a famiglie e lavoratori, ma le misure annunciate nella manovra 2027 non troveranno facilmente spazio nella legge di Bilancio. Il taglio dell’Irpef per il ceto medio è in bilico, mentre restano sul tavolo la tassazione agevolata per gli aumenti salariali dei giovani, una nuova cedolare secca al 5% per gli affitti di lunga durata e l’abolizione strutturale del bollo auto.
Il quadro generale è condizionato soprattutto dal confronto con Bruxelles. Come riporta Il Corriere della Sera, la composizione definitiva della manovra dipenderà soprattutto dal completamento delle procedure europee sulla clausola di salvaguardia e sulla flessibilità dei conti pubblici.
APPROVATI DPFP E DPB, CHE COSA SONO
Il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfb) aggiorna il quadro economico e finanziario del Paese. Delinea le previsioni su crescita, deficit, debito e spesa pubblica e serve a definire gli obiettivi di finanza pubblica sui quali si basa la programmazione del governo. Il voto del 13 ottobre ha riguardato l’autorizzazione allo scostamento di bilancio, necessaria per consentire un maggiore indebitamento rispetto al percorso ordinario dei conti pubblici.
Il Documento programmatico di bilancio (Dpb) è invece il documento che il governo trasmette alla Commissione europea e contiene una sintesi delle scelte di bilancio e delle principali misure che l’esecutivo intende adottare. Non equivale alla legge di Bilancio e non rende definitive le singole proposte, che dovranno essere verificate con costi e coperture. Questo documento verrà presentato entro il 15 ottobre.
TUTTE LE MANOVRE FISCALI ANNUNCIATE
Rimane in piedi, ma vacilla, il possibile taglio dell’Irpef per il ceto medio. L’ipotesi è quella di estendere l’aliquota del 33% fino a 60mila euro di reddito lordo annuo, rispetto agli attuali 50mila, con un costo stimato di circa 2,6 miliardi. La sua conferma dipenderà dalle risorse disponibili.
Tra gli interventi annunciati dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti c’è anche una flat tax al 5% sugli aumenti salariali dei lavoratori dipendenti fino a 35 anni, per un costo stimato di 350 milioni di euro. Il governo valuta inoltre di replicare la tassazione agevolata sui rinnovi contrattuali, sul lavoro notturno e festivo e sui premi di produttività, con l’obiettivo di sostenere le retribuzioni attraverso il fisco. Sul fronte della casa, è allo studio una cedolare secca al 5% per gli affitti di lunga durata, mentre tra le proposte figura l’abolizione del bollo auto. Per quest’ultima misura, secondo Il Corriere della Sera, il fabbisogno stimato è di 5 miliardi nel biennio 2028-2029, mentre per il 2027 sono già stanziati 2,3 miliardi provenienti dal Pnrr. Restano sul tavolo gli interventi per contenere il costo dell’energia e sostenere famiglie e imprese, insieme alle richieste di maggiori risorse per la sanità.
DI QUANTO SARÀ LO SCOSTAMENTO DI BILANCIO
Il 2 ottobre il Cdm ha approvato lo scostamento di bilancio da 28,8 miliardi di euro per il biennio 2027-2028, ridimensionato rispetto ai 36 miliardi inizialmente annunciati. Le risorse sono ripartite tra energia e difesa, con circa 2,7 miliardi l’anno per ciascun settore. L’obiettivo è quello di finanziare le spese legate alla sicurezza energetica e alla difesa attraverso la flessibilità prevista dalle regole europee.
L’utilizzo delle risorse resta subordinato al completamento delle procedure con Bruxelles e a limitare i margini del governo è il deficit italiano del 2025, confermato al 3,1% del Pil, sopra la soglia europea del 3%.
IL CALENDARIO DELLA MANOVRA 2027
La Legge di Bilancio 2027 segue otto tappe fissate dalla Costituzione, dalla legge di contabilità pubblica, dal regolamento europeo sul calendario di bilancio comune e, per il Dpfp, dalle risoluzioni parlamentari.
Il Dpb è atteso a Bruxelles entro il 15 ottobre, mentre il passaggio del disegno di lege in Consiglio dei ministri potrebbe slittare rispetto alla data inizialmente prevista del 20 ottobre. Si è ipotizzata una possibile nuova data, il 23 ottobre, con la trasmissione alle Camere il 28 ottobre. Le date restano indicative, mentre il termine ultimo per l’approvazione parlamentare resta il 31 dicembre, per evitare l’esercizio provvisorio. Il passaggio decisivo sarà la presentazione del disegno di legge con le relazioni tecniche, che consentiranno di verificare il costo delle misure e le relative coperture.

