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SAFE Meloni Von der Leyen

Cos’è il programma SAFE e perché il Governo minaccia di frenare

Meloni scrive alla Commissione Ue per chiedere la proroga della deroga al Patto di stabilità. Ecco cos’è il Security Action For Europe (SAFE) e perché rincari energetici potrebbero assorbire le risorse destinate alla Difesa.

“Il caro energia rischia di diventare un ostacolo anche per i nuovi programmi europei sulla Difesa”. Giorgia Meloni scrive una lettera alla presidente Von der Leyen chiedendo ufficialmente una deroga al patto di Stabilità per fronteggiare il caro energia. La Commissione tiene il punto, però, confermando che la posizione presa non cambierà. In questo contesto entra in gioco il Security Action For Europe (SAFE), uno strumento di azione per la sicurezza europea. Ecco cos’è e perché è a rischio in Italia.

PERCHÉ MELONI HA TIRATO IN BALLO IL SAFE

Nella lettera all’Ue, Giorgia Meloni è tornata a chiedere ufficialmente una deroga al Patto di Stabilità per far fronte al caro energia, sollecitando la possibilità di deviare dai vincoli sui conti pubblici in ragione delle «circostanze eccezionali» innescate dalla crisi energetica dichiarando, riferisce il Corriere della Sera, “che il governo ritiene necessario estendere temporaneamente il campo di applicazione della clausola di salvaguardia nazionale, già prevista per le spese di difesa, anche agli investimenti e alle misure straordinarie necessarie per fronteggiare la crisi energetica”. Questa clausola, evocata dalla premier, è quella che consente agli Stati membri di procedere in deroga alle regole di bilancio Ue. Già in precedenza la Commissione ha escluso questa opzione, rischiando di generare tensioni tra Roma e Bruxelles. In questo quadro, Meloni ha avvertito che è concreto il rischio per l’Italia di non attivare il SAFE per le spese in ambito di Difesa, veicolando le risorse per contrastare il caro energetico.

COS’È IL SAFE

Entrato in vigore a maggio 2025, il SAFE è il piano europeo pensato per sostenere gli investimenti nella Difesa comune e aumentare la capacità produttiva dell’industria militare europea. L’UE fornisce assistenza finanziaria sotto forma di prestiti per un valore fino a 150 miliardi di euro, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra gli Stati membri sugli acquisti di armamenti e incentivare la produzione industriale nel settore strategico della sicurezza, riducendo così la dipendenza europea da fornitori esterni.

Questo programma si inserisce nella strategia dell’Unione per costruire una maggiore autonomia strategica europea. Per funzionare, però, richiede un significativo impegno finanziario da parte dei governi nazionali, chiamati a incrementare la spesa per la Difesa.

PERCHÉ IL CARO ENERGIA PREOCCUPA L’ITALIA

Il governo teme che possibili vincoli del Patto di stabilità possano limitare la capacità italiana di sostenere contemporaneamente le spese per la Difesa e gli interventi contro il caro energia. I rincari energetici dovuti alla guerra in Iran continuano a incidere fortemente su famiglie e imprese, aumentando il fabbisogno di misure di sostegno e riducendo i margini di manovra nel bilancio pubblico.

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