L’emergenza nell’enclave spagnola al confine con il Marocco apre una crisi diplomatica tra i due Paesi. Il governo italiano valuta la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna, mentre Madrid convoca l’ambasciatore italiano: ecco chi è
L’emergenza migratoria esplosa a Ceuta riaccende lo scontro europeo sui controlli alle frontiere. Dopo che circa 3mila migranti hanno raggiunto a nuoto l’enclave spagnola in Nord Africa, il governo italiano annuncia di valutare la possibilità di sospendere l’applicazione dello spazio Schengen nei confronti della Spagna. Una posizione che ha provocato la dura reazione di Madrid, culminata con la convocazione dell’ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi. Ecco cosa sta succedendo e il profilo del diplomatico italiano.
L’EMERGENZA A CEUTA
È una delle più gravi crisi migratorie degli ultimi anni sul fronte occidentale dell’Europa. A Ceuta, l’enclave spagnola situata sulla costa nordafricana e circondata dal Marocco, migliaia di migranti hanno attraversato il confine nelle ultime ore, entrando nel territorio spagnolo sia via terra sia a nuoto, aggirando la barriera frangiflutti del Tarajal. Secondo le stime diffuse, sono 3mila le persone entrate nell’enclave nel giro di una sola notte. L’afflusso ha rapidamente messo sotto pressione le forze di sicurezza e le strutture di accoglienza della città autonoma. Il governo di Madrid ha disposto l’invio dell’esercito per affiancare Guardia Civil e Polizia nazionale nella gestione dell’emergenza, mentre il premier Pedro Sánchez si è recato personalmente a Ceuta per seguire l’evolversi della situazione.
LO SCONTRO TRA ROMA E MADRID
La crisi migratoria si è trasformata rapidamente in un caso diplomatico. Il governo italiano ha manifestato l’intenzione di valutare la sospensione dello spazio Schengen nei confronti della Spagna, ritenendo che l’emergenza possa avere conseguenze dirette anche sugli altri Paesi europei.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani si è detto favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna, sostenendo che l’immigrazione irregolare rappresenti un rischio per la sicurezza nazionale. Le dichiarazioni italiane hanno provocato una dura reazione del governo spagnolo, che ha convocato l’ambasciatore italiano a Madrid per chiedere chiarimenti, aprendo uno dei momenti di maggiore tensione diplomatica tra i due Paesi degli ultimi anni.
Este mensaje es impropio del Ministro de Exteriores de un país socio y amigo del que esperamos solidaridad europea y no demagogia partidista. Los hechos de hoy tienen relación con una sentencia, nada que ver con lo que dice el tuit. He convocado mañana al Embajador de Italia. https://t.co/8ZDSZ1Il5c
— José Manuel Albares (@jmalbares) July 30, 2026
CHI È GIUSEPPE BUCCINO GRIMALDI, L’AMBASCIATORE ITALIANO A MADRID
Giuseppe Maria Buccino Grimaldi è ambasciatore d’Italia nel Regno di Spagna e nel Principato di Andorra dal 1° giugno 2023. Nato a Napoli il 28 novembre 1961, si è laureato in Giurisprudenza all’Università Federico II e ha intrapreso la carriera diplomatica nel 1988, iniziando il proprio percorso professionale alla Direzione generale per gli Affari economici del Ministero degli Affari Esteri.
La sua prima esperienza all’estero è stata all’Ambasciata d’Italia a Beirut, dove ha operato negli anni della ricostruzione del Libano dopo la guerra civile. Successivamente è stato assegnato alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea a Bruxelles, seguendo alcuni dei dossier più rilevanti dell’integrazione europea, tra cui il processo di allargamento dell’Unione ai Paesi dell’Europa centro-orientale e i lavori della Convenzione europea che portarono al progetto di Costituzione europea.
Nel 2004 è stato nominato ambasciatore in Qatar, incarico che ha ricoperto fino al 2008, contribuendo al rafforzamento delle relazioni politiche ed economiche tra Roma e Doha. Rientrato in Italia, è stato chiamato al Quirinale come consigliere diplomatico aggiunto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, seguendo i principali dossier di politica estera della Presidenza.
Nel 2011 ha assunto uno degli incarichi più delicati della diplomazia italiana, diventando ambasciatore in Libia. Alla guida dell’ambasciata italiana a Tripoli ha gestito i rapporti bilaterali in una fase di forte instabilità politica e di sicurezza, segnata dalla caduta del regime di Muammar Gheddafi e dall’inizio della transizione del Paese nordafricano. Dopo questa esperienza è stato nominato direttore generale per l’Unione europea della Farnesina, incarico ricoperto dal 2015 al 2019, durante il quale ha coordinato la posizione italiana sui principali negoziati europei, dalle politiche economiche alle questioni migratorie fino alla Brexit.
Nel 2019 è tornato a Tripoli come ambasciatore, rimanendo in Libia fino al 2023. In quegli anni ha guidato una delle poche ambasciate occidentali rimaste operative nella capitale libica, seguendo da vicino il processo di stabilizzazione del Paese, il dialogo tra le istituzioni libiche e la tutela degli interessi italiani, con particolare attenzione ai dossier energetici, alla cooperazione nel Mediterraneo e alla gestione dei flussi migratori.
Dal giugno 2023 rappresenta l’Italia a Madrid. Al suo insediamento ha sottolineato come il nuovo incarico coincidesse con una fase cruciale per i rapporti tra Italia e Spagna, anche in vista della presidenza spagnola del Consiglio dell’Unione europea, evidenziando il ruolo strategico della cooperazione tra i due Paesi sui temi dell’integrazione europea, dell’energia, della sicurezza e del Mediterraneo. Nel corso della sua carriera ha inoltre pubblicato numerosi saggi e contributi dedicati al diritto e alle istituzioni dell’Unione europea, affermandosi come uno dei diplomatici italiani con maggiore esperienza nelle questioni europee e mediterranee.
COS’È LO SPAZIO SCHENGEN
Lo spazio Schengen è l’area di libera circolazione che consente ai cittadini e ai viaggiatori di spostarsi tra i Paesi aderenti senza controlli sistematici alle frontiere interne. Nato con l’Accordo di Schengen del 1985 e successivamente integrato nel diritto dell’Unione europea, comprende oggi la maggior parte degli Stati membri dell’Ue, oltre a Paesi associati come Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein. L’abolizione dei controlli alle frontiere interne è accompagnata da un rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dell’area Schengen. In circostanze eccezionali, come gravi minacce alla sicurezza o emergenze particolari, gli Stati possono reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne secondo le procedure previste dal Codice Frontiere Schengen.

