14 miliardi di flessibilità per l’Italia grazie alla clausola di salvaguardia: la lettera dell’Esecutivo a Bruxelles e la destinazione delle risorse
Secondo quanto si legge oggi su La Stampa, il Governo italiano avrebbe già inoltrato alla Commissione Europea la documentazione che illustra le strategie energetiche per accedere ai margini finanziari garantiti dalla clausola di salvaguardia.
Sul tavolo ci sono ben 14 miliardi che costituirebbero l’architrave della prossima legge di bilancio, test cruciale per le forze di maggioranza in vista della scadenza elettorale.
DA HORMUZ UNA DOTE DI 14 MILIARDI
L’escalation nel Medio Oriente si è trasformata in un’ancora di salvataggio finanziaria per il governo italiano. Le tensioni nello Stretto di Hormuz e il conseguente aumento dei listini del petrolio e del gas hanno spinto Bruxelles a concedere una rinnovata flessibilità di bilancio. I tecnici di Giancarlo Giorgetti stanno inviando alla Commissione le carte che illustrano come Roma intenda spendere i 14 miliardi di euro complessivi, divisi equamente tra il 2026 (spese già sostenute) e il 2027.
Sommando questi 14 miliardi ad altrettanti fondi garantiti per l’adeguamento delle spese militari agli standard NATO, si ottiene quasi la metà della manovra finanziaria per il 2027 — stimata attorno ai 30 miliardi di euro — che potrà contare su un appoggio europeo che fino a pochi mesi fa sembrava impossibile.
COME SI POSSONO SPENDERE I SOLDI DELLA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA
I margini di spesa sbloccati dalla crisi di Hormuz hanno una destinazione d’uso ben precisa. I tecnici dell’UE ammettono investimenti strutturali e transizione, ma bocciano categoricamente qualsiasi intervento sui prezzi al consumo dei carburanti come sconti sulle accise dei carburanti, interventi di calmieramento del prezzo alla pompa e sussidi a fondo perduto.
Oggi la Commissione Ue ha ufficializzato l’apertura della borsa della National Escape Clause (NEC) alla sicurezza energetica. La tabella di marcia della Commissione prevede una prima valutazione della richiesta a settembre, per poi passare all’approvazione definitiva all’Ecofin di ottobre, in concomitanza con la presentazione della bozza del Disegno di Legge di Bilancio in Consiglio dei Ministri.

