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Keir Starmer

Dopo Starmer, chi guiderà i Laburisti?

Rivolta interna al Partito Laburista dopo la pesante sconfitta alle elezioni amministrative in Gran Bretagna, Galles e Scozia. Si dimettono quattro esponenti del governo. Potrebbe essere al capolinea la leadership di Keir Starmer a seguito di forti pressioni interne.  Ecco chi è in pole position per la successione

Non c’è serenità nel Partito Laburista che, dopo la pesante sconfitta alle elezioni amministrative del 7 maggio, inizia a fare i conti con un sempre più possibile dopo Starmer. Il primo ministro è sempre più in bilico a seguito del voto che non lascia scampo ad alibi e apre la strada a un toto-nomi interno al partito per decretare chi gli succederà. Lui lascia trapelare ottimismo, dichiarando di poter governare per dieci anni, ma in assenza dell’appoggio interno al partito (non ha saputo mantenere la promessa di cambiamento e si è dimostrato totalmente privo di carisma, leadership e giudizio politico, lasciando delusi riformisti e radicali), iniziano a trapelare nomi maggiormente accreditati per la successione.

Tra questi figurano quelli dell’ex ministro della Salute Wes Streeting, fresco di dimissioni che lancia la sfida a Starmer dichiarando che “è ormai chiaro che il premier non guiderà il Labour alle prossime elezioni, serve un confronto sulla successione“, della vicepremier Angela Rayner (molto improbabile, però, perché ha un contenzioso aperto con il fisco dopo un’accusa di evasione fiscale), di Ed Miliband e del sindaco di Manchester Andy Burnham. A smuovere le acque è stata una deputata, Catherine West, che ha tentato di forzare le dimissioni del premier annunciando di voler lanciare la sfida per la leadership se nessun altro lo farà. Intanto si dimettono il sottosegretario alla Sanità Zubir Ahmed, la ministra per le Vittime e la violenza contro donne Alex Davies-Jones, la ministra per la Tutela dei minori Jess Phillips e la ministra per le Comunità Miatta Fahnbulleh. Ecco chi sono i possibili successori.

CHI È WES STREETING

Ministro della Salute, 43 anni, Wes Streeting è considerato il candidato della destra blairiana alla guida del Partito Laburista. Figlio di genitori adolescenti, è cresciuto in povertà in una casa popolare. Nonostante ciò, ha studiato a Cambridge, da dove è partita la sua carriera politica. Omosessuale e cristiano, è stato chiamato ad affrontare la grave crisi della sanità britannica. Deputato dal 2015, appartiene all’ala moderata del partito ed è diventato una figura centrale sui temi della sanità e della riforma del National Health Service. Streeting si è imposto come uno dei ministri più visibili della nuova leadership laburista, ma è percepito come la longa manus di Tony Blair e pupillo di Lord Mandelson, ex ambasciatore a Washington cacciato per i suoi legami con Jeffrey Epstein.

CHI È ED MILIBAND

Ed Miliband, 56 anni, chiamato “Ed il rosso” perché non ha mai nascosto le sue posizioni di sinistra, attualmente è ministro per la Sicurezza energetica. Figlio del noto filosofo marxista Ralph Miliband, proviene da una famiglia di ebrei polacchi. Dopo gli studi a Oxford e alla London School of Economics, Ed Miliband entra nei governi di Tony Blair e Gordon Brown come consigliere economico. Eletto deputato nel 2005, nel 2010 ha conquistato la leadership del partito battendo il fratello maggiore David Miliband. Durante i cinque anni alla guida dell’opposizione ha provato a spostare il Labour verso posizioni più attente alle disuguaglianze sociali, al costo della vita e alla regolazione del mercato energetico, faticando però a imporsi nell’opinione pubblica come leader carismatico e credibile sul piano economico. La sconfitta alle elezioni del 2015 contro David Cameron lo hanno spinto alle dimissioni, salvo tornare due anni fa al governo dopo la vittoria dei laburisti.

CHI È ANDY BURNHAM

Andy Burnham (che attualmente non è in parlamento, prerogativa in Gran Bretagna per poter guidare un partito), nato a Liverpool nel 1970, entra in Parlamento nel 2001 durante l’era Blair, costruendo la propria carriera nei governi laburisti. Ha ricoperto incarichi di peso, tra cui quello di ministro della Sanità e della Cultura. Nel 2010 si candida alla leadership del Labour dopo la sconfitta elettorale contro i Conservatori, arrivando quarto nella corsa vinta da Ed Miliband. Ci riprova nel 2015, ma viene sconfitto nettamente da Jeremy Corbyn, simbolo della svolta a sinistra del partito. Dopo quella battuta d’arresto sceglie di allontanarsi dalla politica nazionale e nel 2017 viene eletto sindaco di Manchester.

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