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Mattarella Gemona

Gemona 50 anni dopo: Mattarella e la lezione del Friuli

Mattarella a Gemona nel 50° anniversario del terremoto. Il legame tra istituzioni e cittadini

Il ritorno del Presidente della Repubblica a Gemona del Friuli, il 6 maggio, nel 50° anniversario del terremoto del 1976, non è una semplice commemorazione.

È un passaggio denso di significati storici e civili, che si inserisce in una sequenza di presenze presidenziali capaci di raccontare l’evoluzione del rapporto tra lo Stato e una delle comunità più duramente colpite, ma anche tra le più esemplari nella rinascita.

IL SILENZIO DI LEONE E LA SOLIDARIETÀ ISTITUZIONALE

Quando Giovanni Leone arrivò in Friuli il 7 maggio 1976, all’indomani della scossa che devastò Gemona e molti altri centri, la Repubblica si trovava di fronte a una prova drammatica.

Le immagini di quei giorni restituiscono un Paese ferito, sospeso tra dolore e smarrimento. In quel contesto, ogni parola rischiava di risultare insufficiente. Non è un caso che quella visita sia rimasta impressa soprattutto per la sua essenzialità. Leone non pronunciò discorsi, ma scelse il linguaggio più diretto, quello della presenza. In quel silenzio si manifestò una forma potente di solidarietà istituzionale, una pedagogia repubblicana fondata sulla vicinanza.

NAPOLITANO E IL “MODELLO FRIULI”

Trentasei anni dopo, nel 2012, la visita di Giorgio Napolitano si colloca in un orizzonte completamente diverso. La ricostruzione è ormai compiuta e può essere letta come esperienza storica. Gemona non è più soltanto il simbolo della tragedia, ma diventa il segno concreto di un modello: quello di una rinascita costruita dal basso, sostenuta dalla partecipazione civica e da un rapporto virtuoso tra istituzioni e comunità locali.

Mattarella Gemona

Napolitano seppe cogliere questo passaggio, definendo l’esperienza friulana «un esempio di straordinaria capacità di reazione e di coesione civile». Le sue parole trasformarono il ricordo in una lezione per l’intero Paese, indicando nel “modello Friuli” una possibile risposta alle difficoltà contemporanee.

MATTARELLA E IL VALORE CIVILE DELLA MEMORIA

Nel 2016, in occasione del quarantesimo anniversario, Sergio Mattarella approfondì ulteriormente questa lettura.

Mattarella Gemona

Il suo intervento mise al centro non tanto l’eccezionalità dell’evento, quanto la qualità delle risposte che ne erano scaturite. Il Friuli, sottolineò, seppe rialzarsi facendo leva sulle proprie energie, all’interno di un quadro di solidarietà nazionale. In questa prospettiva, la ricostruzione appare come il risultato di responsabilità condivise, di istituzioni credibili e di cittadini attivi. Ancora più significativa fu la riflessione sulla memoria: ricordare non è solo un atto dovuto alle vittime, ma un impegno verso il futuro. La memoria, dunque, non si esaurisce nella commemorazione, ma diventa orientamento etico e civile.

IL SIGNIFICATO DEL 50° ANNIVERSARIO

Il ritorno di Mattarella nel 50° anniversario si inserisce in questa traiettoria, ma ne segna anche un passaggio ulteriore. Le grandi ricorrenze comportano sempre un rischio: quello della ritualità, della ripetizione che attenua la forza del ricordo. È qui che la presenza del Capo dello Stato acquista un valore particolare: non solo onorare una data, ma riaffermare il significato vivo della memoria, sottraendola alla consuetudine e restituendola alla coscienza collettiva.

GEMONA COME LEZIONE PER IL PRESENTE

In un tempo segnato da nuove fragilità, il richiamo all’esperienza friulana risuona con particolare forza.

Gemona continua a parlare al Paese perché dimostra che anche dalle prove più dure può nascere un percorso di ricostruzione fondato sulla responsabilità, sulla coesione e sulla fiducia reciproca. Non si tratta di un racconto consolatorio, ma di un esempio concreto di cittadinanza attiva.

L’EVOLUZIONE DEL RUOLO PRESIDENZIALE

Letta nel suo insieme, la sequenza delle visite presidenziali restituisce anche l’evoluzione del ruolo del Capo dello Stato: dalla presenza silenziosa e solidale di Leone, interprete del dolore immediato, alla capacità di Napolitano di trasformare quell’esperienza in categoria civile e politica, fino alla riflessione di Mattarella, che pone la memoria al centro di un’etica pubblica orientata al futuro. È una trasformazione che riflette, a sua volta, la maturazione della società italiana, sempre più consapevole del valore civile della memoria.

GEMONA, LUOGO SIMBOLO DELLA REPUBBLICA

Gemona è così diventata un luogo simbolico della Repubblica. Non solo per ciò che ha sofferto, ma per ciò che ha saputo costruire. La sua storia dimostra che il legame tra istituzioni e cittadini può diventare decisivo nei momenti di crisi. Le parole dei Presidenti o, nel caso di Leone, il loro silenzio contribuiscono a rendere questo legame visibile e condiviso.

UNA MEMORIA CHE COSTRUISCE IL FUTURO

A cinquant’anni dal terremoto, la visita di Mattarella non è soltanto un ritorno, ma un riconoscimento. La storia di Gemona appartiene ormai alla storia nazionale e continua a offrire una lezione preziosa: la memoria, quando è viva, non guarda solo al passato, ma costruisce il futuro.

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