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Grillo invitato alla corte di Vannacci: chi c’è nel centro studi di Futuro Nazionale

Con una lettera aperta pubblicata sul sito di Rinascimento Nazionale, il presidente Luca Sforzini invita Beppe Grillo al Castello di Castellar Ponzano, dove ha sede il Centro, per ripartire dalla rabbia degli esordi e, forse, intercettarne anche gli orfani

Rinascimento Nazionale è un centro studi nato come think tank del Mondo al Contrario, l’associazione politico-culturale sorta attorno a Vannacci e alle idee del suo omonimo libro, oggi diventato laboratorio culturale di Futuro Nazionale. Identità nazionale, sicurezza, “remigrazione”, famiglia naturale e lotta all’“ideologia gender” sono solo alcuni dei temi, e dei timori, che animano il Centro. Sempre a caccia di nuovi interlocutori, l’invito dell’ultima ora è per Beppe Grillo.

GRILLO ALLA CORTE DI VANNACCI

Beppe Grillo è il simbolo dell’anti-sistema, delle traversate a nuoto e dei comizi con la faccia rossa e le vene ingrossate che, dal V-Day del 2007 al boom elettorale del 2013, hanno portato in trionfo il Movimento pentastellato. Oggi è un Ulisse senza Itaca: fuori dal M5S di Conte e in guerra con il partito persino per il nome e il simbolo, sostiene però che il sentimento popolare da cui nacque il Movimento sia ancora vivo. Era quindi solo questione di tempo prima che dalla galassia vannacciana arrivasse un invito a corte. 

A scriverlo è Luca Sforzini, presidente e principale promotore del Centro Studi, nonché proprietario del Castello di Castellar Ponzano: una sorta di deus ex machina del laboratorio politico-culturale che ruota intorno a Vannacci. Nella lettera aperta Sforzini recupera la narrazione del primo grillismo con toni epici: descrive milioni di italiani che si ribellavano alla classe politica autoreferenziale, alla burocrazia e a un sistema mediatico incapace di rappresentare il “Paese reale”. Farcita di riferimenti colti, da Alexis de Tocqueville a José Ortega y Gasset, la lettera sembra voler accreditare Futuro Nazionale come la nuova forza politica che il sistema si affretta a delegittimare. È successo, sostiene, con la Lega e poi con il M5S e, “per certi versi” starebbe accadendo anche oggi con il partito di Vannacci. Che stia cercando di contendere a Conte almeno un pezzo dell’eredità grillina? Sforzini esclude di invitare Grillo per “costruire alleanze politiche” o “immaginare convergenze elettorali”. Il parallelo, però, è lì.

GLI ESPERTI DEL CENTRO STUDI

Gli Esperti di Rinascimento Nazionale sono, nella definizione del Centro, il suo “cuore pensante”: studiosi, professionisti e analisti chiamati a produrre ricerche, articoli e contenuti. Sette si presentano con nome e cognome. Ci sono Paolo Luca Bernardini, ordinario di Storia moderna all’Università dell’Insubria, e Mario Conetti, professore associato di Storia del diritto medievale e moderno nello stesso ateneo. Stefano Mambretti è professore associato di Idraulica al Politecnico di Milano; Francesco Marino, chimico e studioso di metallurgia e materiali, è stato ordinario di Ingegneria dei materiali al Politecnico di Torino. Federico Scarano è ordinario di Storia delle relazioni internazionali all’Università della Campania Luigi Vanvitelli. Poi c’è Onelio Francioso, giurista, sociologo e giornalista, oggi direttore editoriale, con trascorsi politici nel Partito Repubblicano Italiano e nel Partito Liberale Italiano. Chiude il gruppo Giulio Filippo Tarro, virologo dalla lunga carriera scientifica, già primario al Cotugno di Napoli e collaboratore di Albert Sabin, diventato però una figura controversa durante la pandemia per diverse affermazioni sul Covid e sui vaccini.

Poi comincia il ballo in maschera: Padre Giuseppe, Santa Cecilia, Mnemosine, L’Uomo di Atlantide, Ivan Drago, L’Umanista, San Matteo, Il Merovingio e perfino Don Camillo. Dietro gli pseudonimi il Centro distribuisce competenze che vanno dalla sicurezza alla cultura, dalla geopolitica all’economia, ma dei loro titolari non rende pubblica l’identità. La spiegazione è fornita dallo stesso Rinascimento Nazionale: non tutti, scrive, possono permettersi di firmare per le implicazioni legate al proprio ruolo, a un’istituzione o alle persone che dipendono da loro. Quindi “non per viltà, ma per responsabilità” precisa il Centro.

CHI C’È NEL COMITATO DI SVILUPPO DEL CENTRO STUDI DI FUTURO NAZIONALE 

Se gli Esperti sono il “cuore pensante”, il Comitato di Sviluppo ha un compito più terrestre: cercare collaborazioni e partnership, organizzare progetti, formazione ed eventi e, nelle parole del Centro, dare “struttura e continuità” alla rete che gli ruota attorno. Dentro c’è un assortimento di professionisti, amministratori, vecchie militanze politiche e uomini delle forze armate e della sicurezza.

L’esperienza parlamentare più lunga e’ quella di Franco Cardiello, avvocato con tre legislature alla Camera e due al Senato, già coordinatore nazionale di Azione Sociale con Alessandra Mussolini. Luciana Pini, odontoiatra, è in politica dagli anni Novanta: DC, UDC, Alleanza per l’Italia e poi incarichi in Fratelli d’Italia tra Parma e Genova. Fabio Macera arriva invece direttamente dalla filiera vannacciana: già presidente laziale del Mondo al Contrario, in precedenza ha collaborato con l’ufficio stampa del Dipartimento Difesa della Lega e oggi è tra i referenti di Futuro Nazionale a Roma e nel Lazio. A spostare un po’ il baricentro c’è Giada Turato, avvocata ed ex assessora all’Ambiente, Mobilità ed Energia del Comune di Monza. Nel 2024 il PD monzese la definiva ancora una propria iscritta; oggi siede nel Comitato di Sviluppo del think tank di Vannacci. Nel curriculum pubblicato dal Centro, però, dell’iscrizione al PD non c’è traccia.

I MILITARI DEL CENTRO STUDI DI VANNACCI CHE VUOLE SEDURRE GRILLO

C’è poi un piccolo blocco sicurezza-forze armate che, secondo i curricula pubblicati dal Centro, comprende: Aldo Di Giovanni, colonnello dell’Esercito in riserva con esperienze nell’intelligence militare; Domenico Di Cicco, Guardia di Finanza in ausiliaria e Team Leader del Team Vannacci “Vesuvii” di Torre del Greco; Giacinto Claudio Spinelli, ex operatore delle Forze Speciali formato al 9º Reggimento Col Moschin, con missioni in Bosnia, Kosovo e Afghanistan.

CHI CURA LA COMUNICAZIONE

Fuori dal Comitato, ma sempre dentro il castello, c’è infine Matteo Campanini. Coordina comunicazione, web, social ed eventi del Centro. Prima dell’approdo a Rinascimento Nazionale ha lavorato nell’editoria locale pavese e soprattutto nel mondo dei circuiti automobilistici, contribuendo all’avvio e dirigendo nei primi anni le attività del Tazio Nuvolari di Cervesina. Se Sforzini traccia la linea e mette a disposizione il castello, Campanini è quello incaricato di riempirlo e raccontare fuori quello che succede dentro.

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