Trump prosegue imperterrito nel suo proposito di far abbattere i tassi di interesse a tutti i costi. Il licenziamento della governatrice della Federal Reserve Bank Lisa Cook è l’ennesimo esempio della linea seguita dall’amministrazione per indebolire la credibilità delle autorità indipendenti: sfidarne apertamente i personaggi simbolici.
Il tycoon accusa Lisa Cook di frode ipotecaria, lei per tutta risposta gli fa causa. “Non lascio. Il presidente non ha l’autorità per rimuovermi”, sostiene. Per la donna si tratta infatti di un atto formalmente illegittimo, peraltro mai accaduto prima. La base giuridica su cui si imperniano le sue ragioni è la sentenza del 1935 “Humphrey contro gli Stati Uniti”, la quale stabilisce che chi siede nel Consiglio della Fed può essere rimosso “solo per inefficienza o inadempienza nell’esercizio della propria funzione”.
Trump, naturalmente, ritiene tale sentenza incostituzionale e punta il dito contro Cook, avallando quanto dichiarato da uno dei finanziatori della sua campagna, il businessman William Pulte, da lui ricompensato con la nomina a capo dell’agenzia federale per l’edilizia pubblica (Federal Housing Finance Agency). L’accusa contro la donna è quella di aver ottenuto un mutuo agevolato che non le sarebbe spettato alla luce delle sue diverse residenze.
IL REALE OBIETTIVO DI TRUMP
Ma la mossa di Trump è parte d un progetto più ampio. Il reale obiettivo sarebbe infatti quello di mettere in minoranza il direttore della Fed Powell nel board. Trump vuole da sempre il taglio dei tassi di interesse per risollevare l’economia americana e aumentare i consumi in tempo utile. Un modo per far percepire il miglioramento economico agli elettori in vista delle consultazioni di Midterm del novembre 2026, che deciderà l’assegnazione della Camera.
Due dei sette componenti del board della Fed erano già a favore della riduzione dei tassi di interesse. Dopo le dimissioni di Adriana Kugler, nominata da Joe Biden, è subentrato Stephen Miran, un fedelissimo di Trump, che ha portato il conto dei voti sul 4 a 3. Con la sostituzione di Cook, Trump punta a raggiungere la maggioranza.
Nel mirino resta anche il Presidente della Fed Jerome Powell, già minacciato a più riprese. Il direttore si oppone alla diminuzione dei tassi per paura che salga l’inflazione e i dazi finiscano per generare danni a lungo termine.
COME CAMBIA IL MODELLO USA CON TRUMP
L’economista Peter Conti-Brown dell’Università di Pennsylvania, ammonisce sul rischio che “se Trump riuscirà nell’intento di allontanare Lisa Cook (…) sarà la fine dell’indipendenza della Federal Reserve”. Il pericolo è che venga meno la regola in base alla quale il presidente Usa non deve intervenire nella gestione dell’economia se non con la nomina del governatore della Fed. Chuck Schumer, leader della minoranza democratica al Senato, parla di “giochi pericolosi con un pilastro chiave dell’economia” ed Elizabeth Warren, senatrice del Massachusetts, si spinge fino ad accusare Trump di “un atto autoritario contro la Fed che deve essere respinto in tribunale”.
E anche in altri settori la strategia è la stessa: lo stesso è accaduto con il licenziamento del commissario del Bureau of Labour Statistics, Erika McEntarfer, che aveva pubblicato dei dati che al tycoon non piacevano e fu subito sostituita da un suo fedelissimo. Svuotare le autorità indipendenti del loro potere, inserire i fedelissimi e riscrivere le regole a suo piacimento per controllare dall’interno pilastri dell’economia: è questa la tattica seguita da Trump per controllare tutti rami del potere esecutivo, incluse le autorità che finora erano state indipendenti.
CHI È LISA COOK
Cook è la prima donna afroamericana a sedere nel board della Federal Reserve. Fu nominata nel 2022 da Joe Biden e in passato è stata anche consigliera economica di Barack Obama, oltre a vantare una lunga esperienza accademica e di attivismo per i diritti civili.
Classe 1964, è cresciuta in Georgia da un pastore battista e un’infermiera. Ha partecipato al movimento per la desegregazione delle scuole e svolto ricerche sulla comunità afroamericana, dando vita a un database sui linciaggi dei neri negli Usa e misurando quanto le ondate di violenza razziale di ‘800 e ‘900 abbiano ridotto lo sviluppo intellettuale degli afroamericani.
Si laurea allo Spelman College di Atlanta in fisica e filosofia, e poi al St. Hilda’s College di Oxford con una Marshall Scholarship in filosofia, politica ed economia. All’Università di Berkley nel 1997 aveva ottenuto il PhD con una tesi sul sistema bancario della Russia. Si era poi dedicata ad investigare gli effetti della violenza contro i neri favorita dalle leggi razziste “Jim Crow”, dimostrando come avesse limitato anche la loro capacità di affermarsi sul lavoro.
Ha insegnato alla Kennedy School of Government e all’Harvard Business School, gestendo la ricerca sull’Africa, e ha fatto parte anche di lavori di ricerca alla Hoover Institution della Stanford University. Nel 2005 passa alla Michigan State University, diventando professoressa di ruolo. Lavora in Africa come consulente per la riforma bancaria della Nigeria nel 2005 e nei piano di sviluppo per il Ruanda, quind, con la presidenza Obama, entra nel Council of Economic Advisers.