Il mondo conservatore italiano e internazionale si è ritrovato a Roma per una cena del CPAC, tra le politiche del 2027 e tentativi di ricucire con Donald Trump dopo i mesi di gelo con Giorgia Meloni. Ecco chi era presente alla cena.
Roma ha ospitato dal 4 al 6 settembre il primo appuntamento italiano collegato al CPAC, la Conservative Political Action Conference, principale evento del conservatorismo americano. La conferenza dovrebbe tornare in Italia nel 2027. Nel programma della tre giorni anche una cena che ha riunito esponenti della destra italiana e rappresentanti conservatori americani ed europei. Tra i presenti anche Arianna Meloni, mentre Giorgia Meloni non ha partecipato.
La cena arriva dopo mesi di rapporti più freddi tra Giorgia Meloni e Donald Trump e si inserisce nel tentativo della destra italiana di mantenere aperto il dialogo con l’area trumpiana. Ecco chi era presente alla cena.
MAGA A ROMA, CHI ERA PRESENTE E CHI È STATO ESCLUSO
Tra i rappresentanti italiani presenti alla cena c’erano Arianna Meloni e Carlo Fidanza per Fratelli d’Italia, Deborah Bergamini per Forza Italia e Susanna Ceccardi per la Lega. La presenza di Arianna Meloni è stata particolarmente significativa: la premier era stata invitata all’evento, ma ha scelto di non partecipare personalmente. Sul fronte statunitense il nome principale era quello di Matt Schlapp, presidente dell’American Conservative Union e figura di riferimento del CPAC. Con lui Marcel Kaminstein, consulente italoamericano vicino all’amministrazione Trump. La loro presenza serviva anche a consolidare il progetto di portare stabilmente la conferenza in Italia.
Alla cena erano presenti, inoltre, personalità dell’area conservatrice internazionale, tra cui Liz Truss, ex premier britannica, e figure dell’universo MAGA come Joey Mannarino. L’incontro ha unito rappresentanti della politica italiana, esponenti della destra internazionale e protagonisti della rete conservatrice americana.
Un elemento importante riguarda invece chi non c’era. Il CPAC italiano ha scelto di rivolgersi al centrodestra istituzionale e di mantenere una precisa impostazione conservatrice e atlantista. Assente Roberto Vannacci, il cui orientamento politico, soprattutto in politica estera, non sarebbe considerato coerente con quello del CPAC.
COS’È IL MAGA E PERCHÉ GUARDA ALL’ITALIA
MAGA, acronimo di Make America Great Again, è lo slogan diventato l’identità politica del movimento costruito attorno a Donald Trump. Nel tempo è passato dall’essere un messaggio elettorale a rappresentare una più ampia corrente politica e culturale della destra americana. Al centro del movimento ci sono l’approccio “America First”, la difesa degli interessi nazionali, il controllo dell’immigrazione, la sicurezza dei confini e una forte critica nei confronti dell’establishment politico tradizionale. MAGA ha inoltre sviluppato una rete internazionale di interlocutori politici e culturali, soprattutto tra le forze conservatrici europee.
COS’È IL CPAC E COSA È STATO DISCUSSO A ROMA
La Conservative Political Action Conference è nata negli Stati Uniti nel 1974 e rappresenta uno dei principali appuntamenti del conservatorismo americano. Organizzata dall’American Conservative Union, nel tempo si è trasformata in una rete internazionale con appuntamenti anche fuori dagli Stati Uniti.
Quella italiana non è ancora la vera convention. L’edizione completa del CPAC Italy è prevista nel 2027, dopo le prossime elezioni politiche italiane. L’iniziativa di settembre ha rappresentato soprattutto un primo appuntamento preparatorio, con incontri e una cena di lavoro destinati a costruire la rete italiana.
I temi messi al centro del progetto sono quelli tipici del conservatorismo contemporaneo: sovranità, sicurezza, immigrazione, difesa, rapporto transatlantico, interessi nazionali e valori conservatori. Ma per gli organizzatori italiani il punto centrale è anche il rafforzamento del rapporto tra Roma e Washington.
UN TENTATIVO DI RICUCIRE CON TRUMP DOPO IL GELO?
La presenza di Arianna Meloni assume un significato particolare. La destra italiana ha costruito negli ultimi anni un rapporto molto stretto con Trump, ma nel corso del 2026 il rapporto tra la presidente del Consiglio e il presidente americano ha attraversato una fase più complicata.
La partecipazione della delegazione di Fratelli d’Italia alla cena consente di mantenere aperto il canale con il mondo trumpiano anche senza la presenza personale della premier. Non si tratta necessariamente di un ritorno all’intesa dei mesi precedenti, ma di un tentativo di evitare che il raffreddamento tra i due leader si trasformi in una frattura politica più ampia tra Roma e Washington.
Il CPAC ha rappresentato così anche uno strumento di diplomazia politica informale: un luogo nel quale la destra italiana può continuare a dialogare con gli interlocutori americani più vicini a Trump e ribadire la propria collocazione conservatrice e atlantista. La scommessa, ora, è sul 2027: se Roma riuscirà a ospitare il CPAC dopo le elezioni, l’Italia potrebbe diventare uno dei principali punti di raccordo tra il conservatorismo statunitense e quello europeo.

