Skip to content

Paralimpiadi

Paralimpiadi, 12 Paesi boicottano la cerimonia d’apertura: ecco quali e perché

Sfilata senza portabandiera e tensioni politiche dietro la cerimonia d’apertura dei Giochi paralimpici: chi non ci sarà e perché

Con l’accensione della fiamma paralimpica all’Arena di Verona, domani alle 20 si apriranno ufficialmente le Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Dieci giorni di gare, medaglie e storie che riportano al centro il valore universale dello sport.

Sulla cerimonia d’apertura grava però l’ombra di un boicottaggio da parte di diversi Paesi partecipanti. La scelta insolita di far sfilare le delegazioni senza portabandiera e la protesta contro la partecipazione degli atleti russi e bielorussi: cosa sta succedendo

PERCHÉ LA CERIMONIA D’APERTURA SARÀ SENZA PORTABANDIERE

A portare le bandiere durante l’apertura dei Giochi non saranno infatti degli atleti, ma dei volontari. Per l’Italia avrebbero dovuto sfilare René de Silvestro, campione paralimpico di monosci, e Chiara Mazzel, sciatrice alpina ipovedente.

La decisione, nella motivazione ufficiale del Comitato Paralimpico Internazionale (CPI), riguarderebbe ragioni organizzative e logistiche, legate agli spostamenti e alla preparazione delle gare del giorno successivo (le sedi di gara dove alloggiano gli atleti sono distanti da Verona). Un cambiamento che assume anche un valore simbolico, perché riduce il ruolo degli atleti in uno dei momenti più identitari dei Giochi. Ma secondo molti osservatori si legherebbe anche alla decisione di far partecipare atleti russi e bielorussi con inno e bandiera.

I PAESI CHE HANNO DECISO DI BOICOTTARE LA CERIMONIA

Infatti, nel frattempo è in corso una corposa campagna di boicottaggio della cerimonia d’apertura per manifestare appoggio all’Ucraina e dissenso nei riguardi del CPI che ha deciso di riammettere la Russia e la Bielorussia.

I Paesi che non prenderanno parte sono in aumento: attualmente 12 su 56 (quasi un Paese su cinque). A Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia e Ucraina si sono aggiunte nelle ultime ore due delegazioni di peso: Germania e Francia. La ministra dello Sport francese, Marina Ferrari, ha dichiarato di “rispondere in modo commisurato alla posta in gioco diplomatica e sportiva”, comunicando che non sarà presente alla cerimonia di apertura, né a quella di chiusura (prevista a Cortina), ma sarà in Italia dal 7 marzo per sostenere gli atleti francesi.

LA PROTESTA DEL COMITATO UCRAINO SULLE DIVISE

Ma la polemica non si focalizza solo sulla riammissione di atleti paralimpici russi e bielorussi. A far scattare il comitato ucraino (primo Paese a boicottare la cerimonia di apertura) è stato il divieto del CPI di concedere agli atleti paralimpici ucraini di indossare una divisa da cerimonia ritenuta “troppo politica”. La divisa in questione mostrava la mappa dell’Ucraina con tutte le regioni amministrate, comprese Donbas e Crimea.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Torna su