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Meloni Santanchè

Perché il Presidente del Consiglio non può “dimissionare” un ministro

Impasse totale tra Giorgia Meloni e Daniela Santanchè: Palazzo Chigi chiede le dimissioni, ma al di là della pressione istituzionale e mediatica i margini di manovra della premier restano limitati. Ecco perché

Dopo le dimissioni del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi, Giorgia Meloni chiede un passo indietro anche a Daniela Santanché. Pressing serrato di Palazzo Chigi sulla ministra del Turismo, che per il momento si è regolarmente recata nei suoi uffici, dribblando le domande dei cronisti. Una situazione surreale, in cui però la premier ha scarsi margini di manovra.

PRIMO MINISTRO (INTER PARES)

Nell’ordinamento italiano il Presidente del Consiglio ha una posizione di privilegio sugli altri membri del governo, ma non di superiorità. Ha il compito di formare il governo, di scegliere i ministri che lo compongono (che devono comunque essere approvati dal Presidente della Repubblica) e indirizzare la politica generale attraverso le riunioni del Consiglio dei Ministri. Può eventualmente sospendere gli atti di un singolo dicastero, ma non imporre la sua volontà a chi lo guida, compresa quella di lasciare l’incarico. 

PERCHÉ GIORGIA MELONI NON PUÒ “DIMISSIONARE” DANIELA SANTANCHÈ

Al Presidente del Consiglio non spettano infatti poteri di revoca del mandato dei ministri, dal momento che questi vengono formalmente nominati dal Presidente della Repubblica su proposta del premier stesso.

Certo, il Presidente del Consiglio può esercitare una forte pressione politica in caso di disaccordi con un ministro: può, ad esempio, sfiduciarlo pubblicamente e chiederne le dimissioni e – se queste non arrivano spontaneamente – richiedere una sostituzione al Capo dello Stato che procede con un decreto formale.

Un ministro può essere costretto a dimettersi anche tramite una mozione di sfiducia votata dal Parlamento. L’unico caso di specie nella storia repubblicana risale al 1995, quando il ministro Filippo Mancuso, Guardasigilli nel governo guidato da Lamberto Dini, venne rimosso a seguito di una mozione votata a maggioranza. 

MOZIONE DI SFIDUCIA DELLE OPPOSIZIONI A DANIELA SANTANCHÈ

E infatti – riporta La Repubblicale forze di opposizione hanno presentato questa mattina alla Camera una mozione di sfiducia alla ministra del Turismo, chiedendone le dimissioni. Il testo firmato da Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5S), Luana Zanella (Avs), Matteo Richetti (Azione), Maria Elena Boschi (Iv) e Riccardo Magi (+Europa) – riferisce il quotidiano diretto da Mario Orfeo – chiede alla Camera di considerare le dimissioni di Daniela Santanchè alla luce dell’auspicio stesso della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Qualora la vicenda non si risolvesse in un passo indietro volontario di Santanchè e arrivasse in Parlamento, l’extrema ratio per il gruppo di Fratelli d’Italia, cui potrebbero unirsi altri pezzi della maggioranza, sarebbe quella di astenersi durante la votazione.

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