Dalle comunicazioni militari ai droni sul campo, la rete satellitare di Elon Musk è diventata una componente essenziale per Kiev.
Nella guerra tra Russia e Ucraina, il controllo delle comunicazioni è diventato un fattore decisivo. Da quando Mosca ha avviato l’invasione su larga scala, Starlink ha garantito a Kiev una connessione stabile anche nelle aree in cui le infrastrutture sono state danneggiate. La rete satellitare di SpaceX è utilizzata per collegare reparti militari, trasmettere informazioni e coordinare le operazioni sul campo. Kiev, ora, rischia di rimanere senza scudo. Ecco perché.
COS’È STARLINK
Starlink è un servizio di connettività internet satellitare sviluppato da SpaceX, la società aerospaziale di Elon Musk. A differenza dei sistemi che utilizzano satelliti geostazionari, collocati a grande distanza dalla Terra, Starlink si basa su una costellazione di satelliti in orbita terrestre bassa. I terminali a terra si collegano ai satelliti e permettono di accedere alla rete anche in zone remote o prive di infrastrutture funzionanti. La minore distanza dalla superficie terrestre consente di ridurre il ritardo nella trasmissione dei dati. In Ucraina questa tecnologia è diventata particolarmente preziosa dopo i bombardamenti russi contro le reti elettriche e le infrastrutture di comunicazione.
PERCHÉ È FONDAMENTALE PER LE FORZE UCRAINE
Il valore militare di Starlink va oltre la possibilità di comunicare al fronte. La rete consente agli ucraini di collegare droni, unità di artiglieria e centri di comando, riducendo i tempi necessari per trasmettere informazioni e coordinare le operazioni sul campo. I terminali sono inoltre meno vulnerabili alle interferenze elettroniche rispetto a diversi sistemi di comunicazione tradizionali. Questo li rende particolarmente utili nel conflitto in cui entrambe le parti ricorrono alla guerra elettronica per disturbare i collegamenti avversari.
PERCHÉ È DECISIVO NELLA GUERRA DEI DRONI
I droni sono oggi uno degli strumenti più importanti del conflitto tra Russia e Ucraina, sia per colpire obiettivi militari che per intercettare velivoli senza pilota lanciati dalla Russia. In questo contesto, la disponibilità di una connessione stabile permetteva al governo di Kiev di ricevere immagini e trasmettere dati, oltre a mantenere il controllo sui velivoli direzionati verso gli obiettivi. Come riferisce La Repubblica, ogni drone che decolla senza Starlink affronta un salto nel buio. Non c’è certezza che i piloti saranno in grado di ricevere le immagini per dirigerli sugli obiettivi. E questo vale per i ricognitori che sorvegliano senza sosta le posizioni russe e per i bombardieri che vanno a colpirle.
LO ZAMPINO DEGLI STATI UNITI NELLA DECISIONE DI LIMITARE STARLINK
C’è una questione importante dietro le limitazioni a Starlink. In sostanza, come riporta anche Huffington Post, Starlink ha due versioni in Ucraina, una militare e una civile. Le restrizioni riguardano esclusivamente l’impiego in campo militare, mentre l’impiego civile è rimasto invariato.
La versione militare si chiama Starshield ed è gestita insieme al Pentagono. Attualmente Starshield non è stato spento, ma limitato quando viene rilevato che i terminali superano la velocità di 160 chilometri orari. I terminali sono composti da una piccola antenna che capta il segnale satellitare ed è connessa a un router che gestisce la connessione internet. La limitazione impatta sui droni che raggiungono quelle velocità (i 160 chilometri orari, appunto). Dietro le limitazioni a Starshield c’è l’intervento statunitense dopo le recenti tensioni tra Donald Trump e Vlodymyr Zelensky e le pressioni americane sugli attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche russe.
E L’EUROPA? ECCO PERCHÉ NON PUÒ SOSTITUIRE STARLINK
L’eventualità di un’interruzione prolungata del servizio pone un problema anche per l’Europa. Gli alleati europei al momento non dispongono di un’alternativa disponibile nell’immediato con caratteristiche e capacità equivalenti. Sostituire Starlink richiederebbe una rete satellitare adeguata, nuovi terminali e infrastrutture compatibili. Il progetto europeo IRIS² punta a rafforzare l’autonomia strategica nelle comunicazioni satellitari, ma non costituisce una soluzione pronta per rispondere alle necessità operative di Kiev nell’immediato.

