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Guerra Russia - Ucraina intervento Giorgia Meloni

Russia-Ucraina, qual è la linea dell’Italia dopo le mosse di Trump

La premier prepara l’intervento al Consiglio europeo mentre Washington apre a nuove forniture di gasolio russo e aumenta la pressione su Kiev. Ecco di cosa parlerà Giorgia Meloni all’Eurosummit e cosa prevede la bozza di risoluzione della maggioranza.

Le ultime 48 ore di follia di Donald Trump hanno messo in pericolo gli equilibri occidentali sulla guerra in Ucraina. Il presidente statunitense ha alzato la pressione su Volodymyr Zelensky, arrivando a prospettare conseguenze sul sostegno americano a Kiev e ha annunciato un’intesa con Vladimir Putin per forniture di gasolio russo, accompagnata da una sospensione delle sanzioni statunitensi. Una doppia mossa che riporta Mosca al centro delle trattative e costringe gli alleati europei a misurare la distanza tra la strategia della Casa Bianca e la difesa dell’Ucraina.

Per l’Italia la questione rimane politica: come mantenere il sostegno a Kiev senza entrare in rotta di collisione con il governo statunitense? La risposta di Giorgia Meloni passerà dalle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, dove uno dei punti all’ordine del giorno è proprio il sostegno a Kiev.

COSA DIRÀ GIORGIA MELONI AL CONSIGLIO EUROPEO

La linea di Giorgia Meloni è quella di ribadire il sostegno all’Ucraina, mantenendo aperto il canale diplomatico con gli Stati Uniti. La premier chiederà all’Europa di assumere un ruolo più incisivo nei negoziati, nel tentativo di evitare che il futuro di Kiev venga deciso esclusivamente attraverso un’intesa bilaterale tra Washington e Mosca senza un coinvolgimento di Bruxelles.

Secondo quanto riportato da Repubblica, la bozza della risoluzione di centrodestra non cita direttamente Trump, nonostante le sue recenti uscite contro il premier ucraino e l’apertura alle forniture russe. Il documento insiste sulla necessità di un’iniziativa diplomatica e sulla proposta di individuare un inviato speciale per l’Ucraina. La premier rilancia anche l’ipotesi di un gruppo di Paesi disponibili a lavorare alla costruzione di un percorso negoziale che coinvolga anche Francia, Germania e Gran Bretagna purché sia espressione della volontà dell’intero consiglio europeo.

COSA C’È SCRITTO NEL TESTO DI INTERVENTO DELLA PREMIER

La bozza della maggioranza punta a costruire una posizione che tenga insieme sostegno a Kiev, iniziativa europea e prospettiva nazionale. Il testo che circola da ieri sera tra i capogruppo di maggioranza e di cui l’Agi ha visionato una bozza concentrerebbe l’attenzione sugli strumenti diplomatici a disposizione dell’Europa. Nel testo è presente un generico sostegno al “pieno rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina” e non sono previsti riferimenti sulle armi, tema caro alla Lega che non è a favore di invio di altri aiuti di questo genere.

Si legge nel testo proposto dall’Agi che “la maggioranza impegna il governo a garantire la continuità del sostegno multidimensionale alle istituzioni e alla popolazione ucraina, anche in vista dell’inverno, e a sostenere ogni iniziativa diplomatica volta a una pace giusta e duratura, nel pieno rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina, in coordinamento con i partner più stretti e promuovendo un ruolo attivo dell’Unione europea nel processo di pace e nella definizione della futura architettura di sicurezza continentale“.

La scelta di Giorgia Meloni riflette le esigenze interne della maggioranza, che chiede alla premier di mantenere una posizione compatibile con gli Stati Uniti senza rinunciare al sostegno a Kiev. L’assenza di un riferimento esplicito alle mosse di Trump consente di non trasformare la risoluzione in una critica diretta alla Casa Bianca, ma al tempo stesso la richiesta di una maggiore iniziativa europea indica che Roma non considera sufficiente affidare il percorso di pace alle sole condizioni di Washington.

Il passaggio centrale rimane la proposta di un inviato speciale per l’Ucraina nel processo di pace, affiancata dalla possibilità di coinvolgere un gruppo di Stati nella ricerca di una soluzione e nel tentativo di rafforzare il peso europeo in un eventuale negoziato. Viene confermata inoltre la richiesta all’Ue di non far venir meno la pressione sulla Russia, specificando che le misure sono rivolte contro il regime russo e non contro la popolazione.

Nella bozza visionata dall’Agi si apprende che “una decisione sulla rappresentanza europea nel processo di pace per l’Ucraina, sviluppando ulteriormente la proposta avanzata dal governo italiano per la designazione di un inviato speciale europeo o, in alternativa, definendo un formato che, in virtù di un chiaro mandato da parte del Consiglio europeo, possa esprimere con autorevolezza ed efficacia la posizione dell’insieme degli Stati membri nella convinzione che nessuna decisione sulla sicurezza europea possa essere assunta senza l’Europa“.

GLI ALTRI NODI AL CENTRO DELLA RISOLUZIONE

La bozza della risoluzione, che dovrà essere valutata anche alla luce del confronto parlamentare – il cui voto è previsto per mercoledì – affronta anche altri nodi. Un passaggio è dedicato alle misure per contenere il caro vita, con la maggioranza che insiste per chiedere maggiore flessibilità all’Ue anche in considerazione dei costi aumentati a causa dell’inflazione; passaggio questo che Meloni aveva già evidenziato nella lettera inviata a Ursula Von der Leyen. Altri passaggi riguarderanno la richiesta di un sistema Ets più bilanciato, gli attacchi Houti, il Libano e le difficili trattative sul bilancio comunitario.

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