Dalle email anonime ai caccia militari, almeno sette voli coinvolti in Italia nell’ondata di allarmi bomba che sta attraversando i cieli europei. E una firma che porta verso un movimento estremista russo, mentre gli investigatori cercano di capire chi stia orchestrando la campagna
La nuova ondata di allarmi bomba sugli aerei ha coinvolto almeno sette voli in partenza o in arrivo in Italia, con Fiumicino e Malpensa al centro delle segnalazioni e l’intervento dell’Aeronautica Militare. Tutte le verifiche effettuate finora hanno dato esito negativo, ma la ripetizione degli episodi, la provenienza delle email e una firma ricorrente hanno spostato l’attenzione dal singolo falso allarme alla possibilità di un’azione coordinata, mentre la vicenda ha ormai una dimensione internazionale.
DA FIUMICINO A MALPENSA: LA SEQUENZA DEGLI ALLARMI
La (brutta) storia comincia lunedì 2 novembre, quando un volo Wizz Air da Londra Luton a Sofia è stato dirottato a Budapest dopo una segnalazione di bomba. Martedì 3 novembre è toccato a Fiumicino: due aerei Ryanair, provenienti da Lisbona e Dublino, sono stati sottoposti a controlli dopo una segnalazione anonima. Gli artificieri hanno controllato velivoli, passeggeri e bagagli, senza trovare nulla. Per uno dei collegamenti sono decollati anche due caccia dell’Aeronautica Militare.
Giovedì 5 novembre la situazione si è ripetuta su scala più ampia. Le segnalazioni hanno riguardato sei collegamenti italiani: Helsinki-Roma, Dublino-Roma, Milano-Varsavia, Milano-Bucarest, Porto-Milano e Salonicco-Milano. Per il volo Finnair da Helsinki sono intervenuti gli Eurofighter dell’Aeronautica Militare, che hanno scortato il velivolo fino a Fiumicino. Il collegamento Aer Lingus da Dublino è stato invece dirottato verso la base aerea francese di Évreux. Anche negli altri casi sono scattate le procedure di sicurezza e le verifiche. Nessun ordigno è stato trovato.
IL BILANCIO: 24 VOLI COINVOLTI, 15 CON ROTTE ITALIANE
Il bilancio complessivo, aggiornato a venerdì 6 novembre, arriva ad almeno 24 voli coinvolti nelle segnalazioni: 21 sono quelli registrati da Eurocontrol il 3 e il 5 novembre, a cui si aggiungono il caso del 2 novembre e i due nuovi allarmi di oggi. Di questi, almeno 15 hanno interessato rotte da o per l’Italia: tre il 3 novembre, dieci il 5 e due il 6. Gli altri nove episodi riguardano collegamenti esteri.
CHI SONO I “COMBATTENTI DELLO STATO MASCHILE”
C’è un dettaglio che ha attirato l’attenzione degli investigatori: le email arrivate in Italia erano scritte in italiano e, negli ultimi episodi, firmate dai sedicenti «Combattenti dello Stato Maschile». Il nome richiama il movimento russo Muzhskoye Gosudarstvo, conosciuto anche come Male State. A fondarlo nel 2016 sulla piattaforma VKontakte è stato Vladislav Pozdnyakov, blogger e personal trainer. Il gruppo si è costruito attorno a posizioni misogine, razziste, omofobe e nazionaliste, prendendo di mira soprattutto le donne russe che intrattenevano relazioni con uomini stranieri. Nel 2021 un tribunale russo lo ha dichiarato organizzazione estremista, vietandone le attività nel Paese. Dopo il divieto, gli ambienti vicini al movimento hanno continuato a utilizzare canali Telegram e altre piattaforme, anche attraverso la denominazione Male Legion.
Nelle email del 5 novembre, inviate agli indirizzi di Aeroporti di Roma e di altre società aeroportuali, compariva l’oggetto «segnalazione minaccia». Il messaggio annunciava esplosioni entro un’ora e si concludeva con la frase «Oggi il vostro cielo sarà rosso». In un’altra parte della comunicazione si leggeva: «Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre». La firma richiama dunque un ambiente politico e ideologico preciso, ma non dimostra che il movimento abbia materialmente organizzato gli allarmi. Anche il fondatore ha negato il coinvolgimento. Resta inoltre sotto osservazione la possibile connessione con le comunicazioni inviate nei giorni precedenti a circa 280 scuole italiane, che avevano provocato evacuazioni e disagi.
LE PISTE: GUERRA IBRIDA, EFFETTO IMITAZIONE O UN SOLO AUTORE?
Le ipotesi investigative sono ancora aperte. Gli esperti di sicurezza aerea indicano tre possibili spiegazioni: l’effetto imitazione, l’azione di un singolo soggetto o gruppo e operazioni di guerra ibrida condotte da attori statali o da loro sostenitori. La concentrazione degli episodi in diversi Paesi europei alimenta il sospetto di un’azione coordinata, ma la provenienza delle email e la firma utilizzata non consentono ancora di identificare i responsabili, e al momento nessun autore è stato identificato e nessuna rivendicazione è stata verificata.
Sul piano operativo sono al lavoro la Polaria e la Polizia postale, mentre le informative vengono trasmesse alle procure competenti per l’apertura dei fascicoli d’indagine. Gli investigatori stanno verificando i server utilizzati per inviare le email e gli indirizzi IP, anche attraverso la cooperazione internazionale. Tra le possibilità considerate ci sono caselle di posta compromesse e servizi che tutelano l’anonimato, come Proton Mail. Anche l’Europol può sostenere le autorità nazionali nell’ambito della cooperazione investigativa. Il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha invitato alla prudenza sulle attribuzioni, sottolineando che è troppo presto per stabilire un collegamento tra gli episodi.
COSA SUCCEDE E QUALI SONO LE PROCEDURE IN CASO DI ALLARME BOMBA
Quando arriva una segnalazione, la macchina della sicurezza si mette in moto: vengono coinvolti Polizia, autorità aeroportuali, compagnia aerea e controllo del traffico aereo. Il velivolo può essere dirottato, isolato e sottoposto a verifiche da parte degli artificieri e delle unità specializzate. Se la minaccia riguarda un aereo già in volo, può essere attivato anche lo scramble, il decollo su allarme dei caccia militari per intercettare o scortare il velivolo. Le procedure si inseriscono nel quadro delle regole europee sulla sicurezza dell’aviazione civile, definite dal Regolamento CE 300/2008 e illustrate dalla Commissione europea. Il costo di ogni falso allarme, intanto, ricade anche sulle compagnie e sui passeggeri: deviazioni, ritardi, cancellazioni, controlli straordinari e aeromobili temporaneamente sottratti al servizio.

