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LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI, FRIEDRICH MERZ CANCELLIERE GERMANIA

Asse Meloni-Merz, ecco perché la Francia di Macron rimane fuori

L’intesa tra Merz e Meloni (rinominata anche asse “Merzoni”) sta ridefinendo gli equilibri di potere in Europa

I tradizionali rapporti tra Germania e Francia si fanno più freddi e nel nuovo asse italo-tedesco, Emmanuel Macron è di fronte a una scelta: accodarsi oppure chiamarsi fuori.

LE DIVERGENZE MACRON-MERZ

Le divergenze maggiori tra Merz e Macron ruotano attorno agli asset russi e al Mercosur. Su quest’ultimo il numero uno dell’Eliseo ha da sempre cercato di bloccare l’accordo commerciale con l’Ue difendendo gli interessi agricoli del proprio paese o invocando maggiori garanzie nel settore.

La premier Meloni, nonostante le iniziali resistenze, alla fine ha dato il via libera all’accordo di libero scambio.

Un’apertura accolta di buon grado dalla Germania, paese fortemente orientato all’export.

E’ sugli asset russi, invece che si è consumato il tradimento MacronMerz. Il cancelliere tedesco ha cercato di convincere i leader dell’Ue a utilizzare i 210 miliardi di euro di beni sovrani russi congelati per aiutare l’Ucraina ma Macron si è messo di traverso. Parigi ha fatto sapere di non essere disposto a concedere l’uso dei circa 19 miliardi  immobilizzati nel suo Paese.

DIFESA ED EUROBOND

Anche sul tema della difesa non sono mancati gli scontri. Il programma FCAS (Future Combat Air System), il caccia sviluppato da Francia e Germania, ha subito ritardi e risulta sospeso per motivi legati alla governance industriale e alla proprietà intellettuale, con attriti tra Dassault e Airbus.

Macron ha minacciato di ritirarsi anche dal programma per il carro armato del futuro (MGCS) se non si troverà un accordo sulla cooperazione aerea.

Contrasti anche sull’Eurobond. Macron alla vigilia del ritiro sulla competitività del 10 febbraio 2026, ha rilanciato l’idea di un nuovo debito comune UE per finanziare difesa, intelligenza artificiale e tecnologie critiche. La Germania ha respinto la proposta indicando come priorità la produttività e dichiarando che il debito europeo debba rimanere una misura eccezionale.

IL VUOTO COLMATO DA MELONI

In questo clima, l’Italia entra come nuovo attore e alleato affidabile per la Germania. Cooperazione industriale e difesa sono i due settori attraverso cui la Meloni ha cercato di convincere Merz a intraprendere progetti comuni.

Entrambi puntano su un’agenda di deregolamentazione e semplificazione per rilanciare la competitività europea. Dall’altra parte Macron spinge per una politica basata sul “comprare europeo” (Buy European) negli acquisti militari e tecnologici e proteggere l’industria del continente.Merz, pur favorevole a una maggiore autonomia, critica questo approccio definendolo protezionistico e preferisce mantenere forti legami transatlantici e mercati aperti.

UN CARTELLO PER L’AUTOMOTIVE

Un settore in cui l’alleanza è emersa con forza è quello dell’automotive e della riduzione dei prezzi dell’elettricità per l’industria ad alto consumo energetico. A Bruxelles, la premier Meloni ha lavorato per cercare la sponda del cancelliere tedesco Friedrich Merz cercando di ribadire alla presidente della Commissione Ue la “necessità di provvedimenti a sostegno del settore automobilistico e delle industrie ad alto consumo energetico, in particolare sul fronte della riduzione dei prezzi dell’elettricità”.

I RAPPORTI CON TRUMP

Entrambi i leader, Meloni e Merz, adottano una linea pragmatica di “realpolitik” con l’amministrazione di Donald Trump, cercando di mantenere relazioni stabili. La Francia di Macron al contrario fa spesso muro, prendendo posizioni più decise e nette.

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