Chi prenderà il posto di Alberto Stefani in Parlamento alle suppletive? L’idea lanciata inizialmente da Matteo Salvini di mandare a Roma Luca Zaia potrebbe prendere quota: ecco quale sarebbe il ruolo del Doge alla Camera
Per il posto lasciato libero da Alberto Stefani alla Camera, il Carroccio sta studiando le strade percorribili: una pista porta alla sempiterna ipotesi Luca Zaia – che nell’immediato dovrebbe accettare la presidenza del Consiglio regionale -, un’altra al tesoriere del partito, Alberto Di Rubba, ancora privo di un seggio.
ZAIA O DI RUBBA PER IL SEGGIO DI STEFANI?
Il neo-governatore del Veneto Alberto Stefani si è dimesso dall’incarico a Montecitorio. Al suo posto si pensa a sostituirlo con Luca Zaia attraverso le elezioni suppletive che dovrebbero tenersi tra marzo e aprile. Un’ipotesi che era stata presa in considerazione dallo stesso Salvini ancor prima dei risultati elettorali veneti. In molti videro in quella mossa un modo per non lasciare all’ex governatore il controllo del territorio e allontanarlo dal Veneto, dove è forte il nucleo dei contestatori del segretario. “Io in Parlamento? È bene che mi dedichi alle regionali”: così il Doge aveva risposto alla provocazione.
Nelle ultime ore nella cerchia del vicepremier hanno preso a salire le quotazioni del tesoriere del partito, Alberto Di Rubba. Nome che circolava anche prima dell’estate come sostituto di Laura Ravetto, data in pole per la presidenza dell’Arera. La nomina era poi saltata.
CHI È ALBERTO DI RUBBA
Alberto Di Rubba è tesoriere della Lega (prese il posto nel 2023 di Giulio Centemero) e commercialista, ex revisore dei conti del Carroccio al Senato. Nato a Casnigo è un fedelissimo del vicepremier Salvini. “E’ l’unico tesoriere senza seggio”, questa la tesi per candidarlo a Montecitorio al posto di Stefani.
IL FUTURO DI ZAIA
Ma tutto dipenderà dalle scelte del Doge, che starebbe riflettendo seriamente sullo scranno romano. Le alternative non mancano: per esempio la candidatura a sindaco di Venezia la prossima primavera, bollata da lui stesso «un’idea romantica». Oppure un ministero nel governo Meloni – “mai dire mai” – o la presidenza dell’Eni, che però Fratelli d’Italia sembra non voler cedere. L’incarico quinquennale da sindaco di Venezia sarebbe troppo lungo, e c’è chi dice che farsi un troncone minimo di legislatura alla Camera sarebbe un’operazione senza senso. A meno che…
QUALE SAREBBE IL RUOLO DI ZAIA IN PARLAMENTO
… a meno che l’ex governatore non arrivasse a Roma con il mandato di riorganizzare l’azione dei parlamentari e ricostruire il consenso della Lega al Nord. Una questione della massima importanza per il futuro del Carroccio, se è vero che la riforma elettorale in senso proporzionale su cui sembra puntare la premier Meloni abolirà i collegi uninominali, togliendo alla Lega la riserva di voti garantita nei suoi feudi. Per Zaia e i governatori del Nord il problema è recuperare il consenso elettorale territoriale, europeista e perso nella rincorsa salviniana all’ex generale Roberto Vannacci, e in questo percorso il peso politico del Doge, ormai chiaro anche sulla scena nazionale, può essere la carta più forte da giocare per il suo partito.


