Nella manovra 2026 non c’è la discesa da parte del Mef dal capitale di Enav. Ma il progetto sarebbe soltanto rimandato
La legge di bilancio 2026 non ha incluso la cessione parziale di Enav, la società dei controllori di volo attualmente controllata dal ministero dell’Economia.
Secondo quanto riporta la Repubblica, i tecnici del Tesoro starebbero però mantenendo vivo il progetto: l’ipotesi prevede la vendita del 15% del capitale a investitori istituzionali, con un’esposizione pubblica residua intorno al 38,3% e l’esercizio del golden power per garantire la sicurezza strategica. Nel frattempo Enav lavora per rendersi più appetibile sul mercato, espandendo attività internazionali e industriali.
IL PIANO DEL MEF
Pur apprezzata tecnicamente dagli uffici del ministero dell’Economia, l’operazione di mercato che prevederebbe la cessione da parte del Mef di una quota della società è stata rimandata: l’operazione è destinata a tornare sul tavolo nel 2026.
Per ora, dunque, la partecipazione diretta del Tesoro in Enav resterà al 53,3%. Una quota considerata troppo alta, dal momento che la governance strategica sarebbe possibile con una percentuale di capitale sensibilmente inferiore, completata dall’eventuale ricorso al golden power in caso di tentativi di scalata ostili. Il piano più discusso prevede la cessione sul mercato di titoli per il 15%, lasciando al ministero una partecipazione del 38,3%.
ENAV PREPARA IL TERRENO
Preparandosi a un possibile ingresso di investitori esterni, Enav ha da tempo ampliato il suo raggio d’azione oltre il nucleo regolamentato del controllo del traffico aereo.
Sotto la guida dell’ad Pasqualino Monti – la cui nomina andrà in verifica ad aprile – la società ha partecipato e vinto gare internazionali anche tramite la controllata Techno Sky, come quella in Malesia per la torre di controllo virtuale all’aeroporto di Johor Bahru-Senai, che consente la gestione a distanza del traffico aereo.
A inizio dicembre Enav s’è aggiudicata importanti commesse anche in Italia, come l’appalto con Leonardo e il ministero della Difesa per l’ammodernamento dei sistemi di sorveglianza radar in sei basi operative dell’Aeronautica Militare italiana (Grosseto, Trapani, Gioia del Colle, Istrana, Amendola e Galatina). E da ultimo è arrivato anche un corposo investimento nel mercato dei droni, con l’acquisizione dell’85% di AIView Group.

