A marzo Parigi va alle urne per scegliere il successore di Anne Hidalgo, da 12 anni alla guida della città. Rachida Dati è la favorita (al suo terzo tentativo) ma deve guardarsi da Pierre-Yves Bournazel e Emmanuel Grégoire
Il prossimo 15 marzo i cittadini di Parigi andranno alle urne per scegliere il loro primo cittadino. Al contrario del Governo nazionale, che sta vivendo anni di grande instabilità (il Presidente Macron, nel suo secondo mandato, ha cambiato primo ministro per ben cinque volte), la capitale ha potuto godere di una certa continuità. Dopo 12 anni alla guida della capitale francese, però, la sindaca socialista Anne Hidalgo ha deciso di non ricandidarsi.
LO SPETTRO DELLE ELEZIONI ANTICIPATE
Sebbene la politica locale parigina non sia una cartina di tornasole per comprendere la politica nazionale, quest’anno le carte in tavola potrebbero essere un po’ diverse. Secondo quanto riportato dal quotidiano Le Figaro, il primo ministro Sébastien Lecornu avrebbe chiesto al ministro dell’Interno, Laurent Nunez, di studiare la fattibilità di elezioni legislative anticipate nello stesso periodo delle elezioni comunali del 15 e 22 marzo 2026. Lecornu prova, così, a rispondere alle mozioni di sfiducia presentate dal Rassemblement national contro il trattato di libero scambio Mercosur e da France Insoumise. Se lo scioglimento dell’Assemblea nazionale resta un’ipotesi, l’Hôtel de Ville cerca davvero un nuovo inquilino.
I SOCIALISTI VOGLIONO LA TRIPLETTA
I socialisti del PS vorrebbero infilare il terzo mandato consecutivo alla guida della capitale francese. Il candidato su cui puntano è Emmanuel Grégoire, ex vicesindaco, sostenuto dall’amministrazione uscente e capace di convincere Verdi e Comunisti a formare un’alleanza al primo turno e a non presentare candidati propri. Il suo programma si pone nel solco della sindaca uscente, sebbene non ne abbia l’appoggio. I rapporti si sono rotti quando Grégoire la scorsa estate ha lasciato il suo incarico di vice per candidarsi al Parlamento. La distanza da Hidalgo potrebbe non essere una cattiva notizia vista l’impopolarità della sindaca. Nel corso del primo mandato Hidalgo, che ha il merito di aver lavorato sul verde pubblico parigino, ha fatto crescere il debito della città del 110% e innalzato la tassazione sugli immobili.
CHIKIROU PROVA A PORTARE LE PERIFERIE AL CENTRO DI PARIGI
A sinistra di Grégoire c’è Sophia Chikirou, 46 anni, deputata de La France Insoumise eletta proprio a Parigi, in un collegio nell’est della città. È con il voto delle periferie fragili e multiculturali che Chikirou proverà a replicare su scala locale il sorpasso di France Insoumise ai danni del Partito Socialista realizzato in ambito nazionale. Chikirou, infatti, è una delle collaboratrici più strette di Jean-Luc Mélenchon, leader della France Insoumise che ha superato il Partito Socialista a livello nazionale.
BUONA LA TERZA PER RACHIDA DATI?
Ci prova per la terza volta l’attuale ministra della Cultura Rachida Dati. La candidata del centro destra dei Républicains (LR) ha puntato la sua campagna sul risanamento del bilancio di Parigi. Secondo le previsioni attuali, il debito della capitale dovrebbe raggiungere i 9,7 miliardi di euro entro la fine del 2026. Nei mesi di campagna elettorale si è distinta per un certo attivismo sui social network. Particolare scalpore ha fatto un video che la ritrae a raccogliere rifiuti accompagnata da un camion della nettezza urbana.
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Sebbene sia la favorita, su di lei pende un’accusa per corruzione, per difendersi dalla quale Rachida Dati dovrebbe andare a processo nel settembre 2026. L’accusa riguarda un presunto compenso da 900.000 euro ricevuto da Renault per attività di lobbying (non consentita) svolta durante il suo mandato da europarlamentare, dal 2009 al 2019.
PER PARIGI MACRON SCARICA DATI E PUNTA SU BOURNAZEL
Rachida Dati, sebbene sieda nel gabinetto di Macron, nella corsa a sindaco di Parigi non è sostenuta da Renaissance, il partito del presidente ha scelto, infatti, di puntare le sue fiches su Pierre-Yves Bournazel, consigliere comunale di centrodestra dal 2008. Con un profilo basso e una concentrazione esclusiva sulla politica parigina, può contare sul sostegno di Renaissance e di Gabriel Attal.
MARIANI E KNAFO SI CONTENDONO LE POLTRONE DELL’ESTREMA DESTRA
La destra più estrema ha due candidati. Il primo è Thierry Mariani, eurodeputato del Rassemblement National che punta a entrare in consiglio comunale. Sebbene il partito dei Le Pen sia il partito più votato in Francia, non è ben visto nella capitale.
Sarah Knafo è la candidata di Reconquête. Conservatrice libertaria, dura sull’immigrazione, nel 2022 ha diretto la campagna presidenziale di Éric Zemmour. Il risultato è stato il 7% su scala nazionale, ottenendo un risultato positivo inaspettato anche nei quartieri parigini più ricchi.


