È il giorno della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò: ecco come si è arrivati alla scarcerazione dei due prigionieri italiani in Venezuela
Dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela, Alberto Trentini è tornato in libertà. Con lui è stato rilasciato anche l’imprenditore torinese Mario Burlò. Si chiude così una lunga e drammatica vicenda iniziata nel novembre 2024.
CHI È ALBERTO TRENTINI
Trentini, 45 anni, operatore della ong Humanity & Inclusion impegnata nell’assistenza alle persone con disabilità, era stato arrestato il 15 novembre mentre si spostava tra Caracas e Guasdualito, nello Stato di Apure, una zona di confine particolarmente sensibile.
Fermato a un posto di blocco e identificato tramite il passaporto italiano, era stato trasferito nella capitale e poi rinchiuso nel carcere di El Rodeo I, struttura nota per ospitare detenuti politici e cittadini stranieri.
PERCHÉ ERA STATO ARRESTATO
Nei suoi confronti non sono mai state formalizzate accuse né aperti procedimenti giudiziari. I contatti con la famiglia sono stati a lungo limitati: la prima telefonata è arrivata solo dopo oltre sei mesi di detenzione, mentre la prima visita consolare si è svolta intorno al duecentesimo giorno.
Secondo le testimonianze di altri detenuti, i trasferimenti avvenivano spesso con il volto coperto e con forti restrizioni nei contatti. Gli stessi rilasciati hanno però escluso di aver subito torture, riferendo di aver ricevuto cibo e cure mediche.
COME SI È ARRIVATI ALLA SCARCERAZIONE DI TRENTINI E BURLÒ
Sul dossier ha lavorato in prima linea l’ambasciatore italiano a Caracas Giovanni Umberto De Vito, col supporto del ministro degli Esteri Antonio Tajani, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. e della Farnesina, con l mediazione anche della Chiesa Cattolica.
Una liberazione resa possibile grazie anche al mutato contesto politico in Venezuela, che vede ora la neopresidente ad interim Delcy Rodriguez alla ricerca di una legittimazione internazionale.
Secondo varie ricostruzioni, i colloqui s’erano raffreddati dopo la telefonata intercorsa tra la premier Meloni e la leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado, ma la liberazione di Luigi Gasperin e Biagio Pilieri il clima sembrava propizio.

