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Gemme Sessa

Perché le nomine di Gemme e Sessa a commissari di strade e stadi sono ferme

In Consiglio dei ministri saltano le nomine di Gemme e Sessa per i veti incrociati di Fdi e Lega. Ecco cos’è successo e il nodo sul doppio incarico

Per la Lega era tutto pronto. Claudio Andrea Gemme, amministratore delegato di Anas e uomo vicino a Matteo Salvini, doveva essere nominato supercommissario per le strade. Il decreto gli avrebbe attribuito compiti, funzioni e poteri oggi suddivisi tra 13 manager straordinari che gestiscono 93 maxi-cantieri sparsi per l’Italia, per un valore complessivo di circa 30 miliardi di euro.

Il provvedimento, anticipato nei giorni scorsi, era inserito nell’ordine del giorno della riunione preparatoria del Cdm di ieri. Ma quando da Palazzo Chigi è arrivato il “menù” definitivo, il testo non c’era più. Segno che nel frattempo qualcosa si era rotto. Ecco cos’è successo

IL MURO DI FRATELLI D’ITALIA

Secondo quanto riporta la Repubblica, a far saltare il banco sono stati i meloniani. Secondo fonti di partito, Fratelli d’Italia ha contestato l’impianto della norma voluta dalla Lega, giudicata come un’eccessiva centralizzazione di poteri nelle mani di un uomo vicino a Salvini.

Ma la contrarietà è anche politica. Perché, nelle stesse ore, la Lega stava frenando su un’altra partita, cara invece a FdI: quella del commissario straordinario per gli stadi.

IL NODO SESSA E IL DOPPIO INCARICO

Massimo Sessa, presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, è il nome indicato dal ministro dello Sport Andrea Abodi per guidare la struttura commissariale sugli stadi di Euro 2032. Il problema è normativo: il decreto istitutivo prevede che, se dipendente pubblico, il commissario debba essere collocato fuori ruolo o in aspettativa.

Sessa è un dirigente apicale del Mit e, così com’è la legge, non può cumulare i due incarichi né i due stipendi. Da qui l’idea, sostenuta da Fratelli d’Italia, di inserire una norma ad hoc per consentire la doppia mansione. La relazione illustrativa del decreto parla chiaro: è “emersa la difficoltà di reperire candidati qualificati” disposti a lasciare il proprio ruolo.

LA LINEA DURA DELLA LEGA

La soluzione non piace alla Lega. Salvini chiede che Sessa scelga: o il Consiglio superiore dei lavori pubblici o il commissariato sugli stadi. Anche per una questione economica e di principio, oltre che di controllo politico.
Da qui la ritorsione incrociata: stop alla norma su Sessa e, come risposta, stop alla nomina di Gemme.

E intanto emerge un altro retroscena: Salvini vorrebbe sostituire Sessa alla guida del Consiglio superiore dei lavori pubblici con Elisabetta Pellegrini, dirigente del Mit e sua fedelissima.

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