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Tutte le nomine del Cdm e perché 4 regioni sono state commissariate

Consiglio dei ministri: confermate le nomine di Castelli, Curcio e Dal Verme, mentre Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna vengono commissariate per il mancato adeguamento ai piani di dimensionamento scolastico legati al Pnrr.

Dal Consiglio dei ministri di ieri disco verde per rinnovi e nomine, oltre al commissariamento della ricostruzione in quattro regioni – Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna. Dalle conferme di Guido Castelli, Alessandra dal Verme, Fabrizio Curcio alla nomina di Giuseppe Castaldo a Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso: tutti i nomi.

GUIDO CASTELLI RICONFERMATO

Quello al senatore Guido Castelli è una conferma al ruolo che ricopriva dall’11 gennaio 2023. Quella di commissario straordinario per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Colpiti dal terremoto del 24 agosto 2016 e del 2017. All’epoca prese il posto di Giovanni Legnini. Ora il Consiglio dei ministri gli ha prorogato l’incarico fino al 31 dicembre 2026. “Il 2026 segna il decennale di uno degli eventi catastrofali più drammatici della storia recente del nostro Paese” ha detto il commissario. “La ricorrenza impone un sempre maggiore e concreto impegno per rendere ancor più efficace il lavoro svolto fin qui, nel segno dei cantieri e della velocizzazione della macchina amministrativa”. Castelli ha sottolineato che l’obiettivo primario è quello di “riportare nelle loro case tutti i nostri cittadini, il prima possibile”, in particolare quelli di Amatrice (Rieti).

FABRIZIO CURCIO RIMANE COMMISSARIO STRAORDINARIO

Su proposta del Presidente Giorgia Meloni, il Cdm ha deliberato anche la proroga all’ingegner Fabrizio Curcio, fino al 31 maggio 2026, dell’incarico di Commissario straordinario alla ricostruzione nei territori delle regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche colpiti dalle alluvioni del maggio 2023. Aveva ricevuto l’incarico il 9 gennaio 2025. Dal 2021 al 2024 a capo del Dipartimento della Protezione Civile, proprio in quella veste Curcio, nel maggio 2023, aveva visitato la Romagna devastata.

LA CONFERMA DI DAL VERME AL DEMANIO

Incarico rinnovato anche alla dottoressa Alessandra Dal Verme , Direttore dell’Agenzia del demanio a decorrere dal 13 gennaio 2026 fino al 31 gennaio 2027, giorno antecedente la cessazione dal servizio per il raggiungimento dei requisiti pensionistici. E’ stata nominata nel 2021 dal governo Draghi e rinnovata nel 2023 da Meloni. Classe 1960, specializzata in revisione dei bilanci, dal Verme possiede una lunga esperienza in materia contabile come direttrice al Mef.

LA NOMINE DI CASTALDO

Su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi è stato nominato il prefetto Giuseppe Castaldo a Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso. Una funzione delicata e strategica nell’ambito delle politiche di contrasto alla criminalità organizzata. Già Prefetto di Cagliari dal 2024 al 2026, è stato anche Prefetto di Caserta e Commissario Straordinario del Governo per l’area del Comune di Castel Volturno da novembre 2021 a settembre 2024.

PERCHE’ LA RICOSTRUZIONE IN TOSCANA, UMBRIA, EMILIA ROMAGNA VIENE COMMISSARIATA

Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna sono state commissariate perché non allineate ai piani di dimensionamento degli istituti scolastici. Il dimensionamento, sottolinea una nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito, “rientra tra le riforme previste dal Pnrr, definite dal precedente Governo, con l’obiettivo di adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca su base regionale. Il mancato rispetto di questo adempimento mette a rischio le risorse già erogate all’Italia”. La misura, precisa il Mim, “riguarda la riorganizzazione amministrativa e non comporta la chiusura di plessi scolastici”. Le regioni non si sarebbero adeguate ai piani che prevedono il ridimensionamento degli istituti scolastici in base al numero degli iscritti.

Il governo aveva concesso due proroghe, una fino al 30 novembre e l’altra fino al 18 dicembre. Le quattro regioni hanno fatto ricorso ad alcuni Tar e alla Corte costituzionale, sostenendo che il piano sia stato definito senza sentire il parere delle regioni. “Da oltre un anno chiediamo un confronto con il Governo per avere spiegazioni sui numeri del dimensionamento, sui criteri applicati e sulla distribuzione delle autonomie scolastiche. Non abbiamo mai ricevuto risposta”, così in una nota la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti. La stessa fa notare come tutte le regioni commissariate siano amministrate dal centrosinistra. “È evidente che si tratta di una scelta politica più che tecnica”. Secondo Proietti non si possono tagliare le autonomie scolastiche poiché si insiste su situazioni già deboli a livello di popolazione e si alimenta un senso di sfiducia e soprattutto di dispersione scolastica.

Anche la presidente della Regione Alessandra Todde attacca la decisione: “L’arrivo del commissario non ci fa piacere, ma è un’ulteriore prova dell’assurdità di questo Governo”, ha affermato. “Non ci si deve nascondere dietro il Pnrr”.

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