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Referendum sulla separazione delle carriere, cosa dicono i social. Il report Spin Factor

Il report “Giustizia e Referendum” di Spin Factor, basato sulla piattaforma Human di web & social listening, fotografa un quadro di forte sfiducia verso il sistema giudiziario e una rete social più orientata al sì

A due mesi dalla consultazione popolare del 22–23 marzo, il dibattito sulla separazione delle carriere in magistratura si gioca anche sui social network.

Un report di Spin Factor analizza sentiment e temi rilevanti raccolti con Human, la sua piattaforma di ascolto semantico in lingua italiana. Dai dati emergono due segnali: una diffusa sfiducia nel funzionamento del sistema giudiziario e un orientamento prevalente verso il sì. È la fotografia di un Paese critico verso il funzionamento della giustizia, ma non ostile ai magistrati, mentre il confronto politico sul merito della riforma deve ancora accendersi.

IL SÌ IN VANTAGGIO SUI SOCIAL

Secondo l’analisi di Spin Factor, il 57% degli italiani che si esprimono sui social network è favorevole al referendum, contro il 43% che si dichiara contrario. Un vantaggio netto, maturato soprattutto grazie a una comunicazione più tempestiva e strutturata del fronte del “sì”, che ha iniziato prima a spiegare contenuti e obiettivi della riforma.

GIUSTIZIA, PREVALE IL SENTIMENT NEGATIVO

Se il referendum trova consenso, il giudizio sul sistema giudiziario resta fortemente critico. Il 66% delle conversazioni online esprime un sentiment negativo sulla giustizia italiana, segnale di una sfiducia radicata che attraversa l’opinione pubblica digitale.

A COSA PENSANO GLI ITALIANI QUANDO SI PARLA DI REFERENDUM E GIUSTIZIA

I temi più ricorrenti sono certezza della pena (28%), lentezza burocratica e dei processi (26%), responsabilità civile dei magistrati (17%), casi di cronaca giudiziaria (13%), uso politico della giustizia (10%).

Di segno diverso il sentiment sui magistrati: il 56% delle opinioni espresse sui social è positivo. Un dato che evidenzia una distinzione netta, nell’opinione pubblica, tra il funzionamento del sistema e la valutazione delle singole figure professionali. Seguendo questa interpretazione, la critica sarebbe allora rivolta alle regole e ai meccanismi, e non alle singole persone.

POLITICIZZARE IL REFERENDUM: UN BOOMERANG PER IL CAMPO LARGO?

Quando si parla direttamente del referendum sui social, il confronto si concentra su alcuni nodi chiave. In testa c’è il tema della politicizzazione della consultazione (33%), segno che la narrazione del campo largo sta prendendo il sopravvento, ma anche che sta portando effetti contrari rispetto a quelli attesi. A seguire si trovano la separazione delle carriere (26%), la complessità dei quesiti (12%) e il sistema di sorteggio per il CSM (8%).

Secondo Tiberio Brunetti, fondatore di Spin Factor, l’attuale vantaggio del “sì” è legato principalmente al malcontento verso la giustizia, ma avverte che “Tentare di politicizzare il referendum, collegandolo a temi di geopolitica o alla contestazione generale del Governo, rischia di essere un errore”

 

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