L’Unione Europea valuta di utilizzare lo strumento anti-coercizione in risposta ai dazi minacciati dagli Stati Uniti contro gli 8 Paesi che hanno mandato militari in Groenlandia. Ecco di cosa si tratta e in quale scenario l’Ue potrebbe attivarlo
L’ultimo a evocare l’ACI (Anti-Coercion Instrument) fu Mario Draghi, a settembre del 2024, per contrastare la crisi del debito sovrano europeo. Soprannominato “bazooka”, lo strumento anti-coercizione è una delle armi in mano all’Europa per difendersi da interferenze e attacchi commerciali. Introdotto nel 2023 e nato per contrastare in primo luogo la Cina, finora non è mai stato usato.
La presidente von der Leyen fin qui ha deciso di non attivarlo in difesa alle politiche tariffarie di Donald Trump, ma il dossier Groenlandia potrebbe cambiare le cose.
COS’È LO STRUMENTO ANTICOERCIZIONE
Il bazooka è un meccanismo pensato nel 2023 come arma di deterrenza nei confronti della Cina che aveva “punito” con restrizioni commerciali la Lituania, colpevole di aver rafforzato i legami con Taiwan. Lo strumento è una risposta alla coercizione economica da parte di altri Paesi tramite misure o minacce che colpiscono il commercio o gli investimenti per condizionare le scelte politiche.I divieti possono colpire un intero Paese ma anche singoli individui o aziende.
Tra le varie opzioni che prevede il bazooka ci sono: imporre dazi, vietare esportazioni, colpire il settore dei servizi (anche digitali e finanziari), imporre limiti agli investimenti e restrizioni alla protezione della proprietà intellettuale, bandire l’accesso agli appalti pubblici europei. Attivandolo, Bruxelles sarebbe inoltre in grado di limitare l’accesso dei gruppi Usa ai mercati finanziari europei ed escluderli da appalti pubblici, revocando le licenze di importazione.
PERCHÉ L’UE POTREBBE USARLO
La misura viene pensata per contrastare i dazi al 10% che Trump vorrebbe imporre agli 8 Paesi europei, tra cui Danimarca, Germania e Francia, che hanno inviato militari in Groenlandia. “Dal primo giugno 2026 queste tariffe saliranno al 25%“, ha minacciato il presidente Usa sottolineando che riguarderanno tutte le merci spedite oltreoceano e saranno in vigore fino a quando “non sarà raggiunto un accordo per l’acquisto completo e totale della Groenlandia“. Domenica durante una riunione d’emergenza a Bruxelles, la Francia ha chiesto alla Commissione di Ursula von der Leyen di utilizzare lo strumento per rispondere alla decisione di Trump. Ma von der Leyen ha preferito evitare.
COSA POTREBBE FARE LA COMMISSIONE
Per attivarlo serve la maggioranza qualificata (15 stati membri su 27) e un’indagine della Commissione per verificare che ci sia stata veramente una coercizione. Successivamente la Commissione deve essere assistita da un comitato di Stati membri. Il processo per l’adozione del bazooka prevede il coinvolgimento delle parti interessate per valutare l’impatto delle misure e un obbligo di informazione costante del Parlamento e del Consiglio.
L’Unione potrebbe comunque rilanciare un pacchetto di ritorsioni da 93 miliardi di euro contro i prodotti statunitensi se Trump dovesse dare seguito alle minacce. Il pacchetto preparato l’anno scorso, prevede tariffe di ritorsione dell’Ue fino al 30% su diversi prodotti tra cui automobili, pollame, bourbon, aerei.

