Rispunta il condono edilizio 2003 nel decreto Milleproroghe ma dalla Camera arriva l’ennesimo stop: ecco i deputati (tutti campani) che hanno firmato gli emendamenti
Il condono edilizio che la maggioranza voleva riesumare – quello del 2003 di berlusconiana memoria – è “inammissibile: l’ufficio di presidenza delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera ha infatti fermato i tre emendamenti inseriti dalla maggioranza nel Milleproroghe per motivi tecnici. Ecco chi li ha firmati e perché non sono passati
IL CONDONO NEL DECRETO MILLEPROROGHE
Il condono edilizio è stato bocciato per la seconda volta. Nonostante lo stop nella Legge di Bilancio, la maggioranza ha provato a reinserire le misure del condono del 2003 nel Decreto Milleproroghe.
Ma l’ufficio di presidenza delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera ha dichiarato inammissibili i tre emendamenti gemelli di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.
PECHÉ GLI EMENDAMENTI SONO STATI BOCCIATI
I tre emendamenti miravano a modificare l’articolo 32 del decreto-legge del 2003, che disciplina il terzo condono edilizio varato dal governo Berlusconi, con il quale veniva affidato alle Regioni il compito di adottare una legge di attuazione della sanatoria.
Ora le modifiche vengono respinte per “estraneità di materia”: per una motivazione puramente tecnica, dunque, dal momento che il decreto Milleproroghe dovrebbe occuparsi solo di termini in scadenza e non di riforme strutturali di questo tipo.
PERCHÉ LA CAMPANIA È AL CENTRO DELLA VICENDA
Per capire perché questa proposta sia così sentita, bisogna guardare alla geografia politica dei firmatari: tutti i deputati coinvolti provengono dall’area campana.
Il motivo è storico: nel 2003, quando il governo Berlusconi varò il terzo condono edilizio nazionale, la Giunta regionale della Campania (allora guidata da Antonio Bassolino) scelse una linea di estremo rigore, limitando drasticamente l’applicazione della norma, e creando una situazione di disparità, mentre nel resto d’Italia migliaia di abusi edilizi venivano sanati.
Gli oppositori del condono sottolineano però rischi concreti: una nuova sanatoria può incentivare comportamenti di elusione normativa, complicare la tutela del territorio — in particolare in zone a rischio idrogeologico o vulcanico — e rendere più difficile l’applicazione dei vincoli ambientali.
CHI SONO I FIRMATARI
Per i tre firmatari, riaprire quella finestra temporale non significava concedere un nuovo “liberi tutti”, ma sanare una disparità storica.
Tra le prime firme c’era quella di Imma Vietri, deputata di Fratelli d’Italia, già commissaria provinciale del partito per la provincia di Salerno.
La firma della Lega è quella di Gianpiero Zinzi, commissario regionale del partito in Campania e figura molto attiva sui dossier caldi del territorio, oltre a essere capogruppo per il Varroccio nella VIII Commissione Ambiente e Infrastrutture. Zinzi, già relatore per i decreti su Ischia e Campi Flegrei, vede nella riapertura del condono 2003 un tassello fondamentale per la pacificazione edilizia del Sud.
A chiudere il cerchio dei firmatari è Annarita Patriarca, deputata alla Camera di Forza Italia. Lo scorso ottobre Patriarca si è dimessa dalla da segretaria provinciale di Fi a Napoli per dissidi con il coordinatore regionale Fulvio Martusciello. Ma nonostante le recenti frizioni, sulla necessità di sbloccare il terzo condono edilizio la linea è rimasta unitaria.

