Come il partito di Antonio Tajani ha trasformato i social in un ecosistema integrato per guidare la mobilitazione referendaria.
L’attivismo politico oggi non passa più solo dai gazebo, ma dalla capacità di dominare l’algoritmo. Forza Italia sembra averlo compreso a pieno, segnando un netto cambio di passo nella sua comunicazione digitale, a cominciare dalla campagna per il sì al referendum sulla separazione delle carriere in magistratura, in cui gli azzurri costituiscono la prima linea di fuoco.
LA COMUNICAZIONE DI FORZA ITALIA SUL REFERENDUM: UNA MULTICANALITÀ RAGIONATA
Un nuovo corso che parte dai canali ufficiali — da Instagram a TikTok, passando per Facebook — improntato alla multicanalità ragionata: contenuti frequenti, linguaggio diretto, alternanza efficace tra video brevi, pensati per la fruizione rapida e l’engagement, e card grafiche che sintetizzano messaggi chiave, dati e posizioni politiche. Una scelta che consente di presidiare sia l’informazione immediata sia l’approfondimento leggero, adattando il messaggio alle diverse piattaforme senza snaturarne il contenuto.

L’elemento di discontinuità rispetto al passato non risiede tanto nella ricerca della “viralità” estemporanea, quanto nella continuità della narrazione, che punta a stabilizzare il posizionamento del partito come interlocutore di riferimento sul tema del garantismo.
LA MOBILITAZIONE REFERENDARIA E IL COORDINAMENTO DEI CONTENUTI
Una trasformazione particolarmente visibile in questa fase, dove Forza Italia ha intensificato la produzione di contenuti relativi al referendum sulla giustizia, anticipando le tempistiche di altre formazioni. La campagna non si limita al rilancio di slogan, ma si concentra su una funzione informativa: spiegazione dei quesiti, approfondimenti tecnici e focus sui principi dello Stato di diritto.

Questa attività editoriale è supportata da una diversificazione dei volti coinvolti. Accanto alla leadership di Antonio Tajani, la comunicazione si avvale di figure istituzionali e tecniche, tra cui il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e il portavoce del partito Raffaele Nevi.
IL RUOLO DEI COMITATI “CITTADINI PER IL SÌ”
Un altro pilastro della strategia è rappresentato dai comitati “Cittadini per il Sì”, coordinati dal senatore Pierantonio Zanettin. Pur nati come iniziativa civica, questi comitati operano in sinergia con la linea politica del partito, agendo come uno “spin-off” capace di raggiungere segmenti di utenza diversi da quelli dei canali ufficiali.
Secondo i dati diffusi dal coordinamento, l’attività social dei comitati ha generato volumi di traffico rilevanti in poche settimane, superando il milione di visualizzazioni su Facebook e le 500.000 su Instagram. Questa struttura parallela permette una diffusione del messaggio più capillare e meno vincolata ai canali istituzionali, creando un ecosistema comunicativo integrato.

