E strappo fu. Tra Roberto Vannacci e la Lega si consuma un divorzio già preannunciato. L’ufficializzazione è arrivata con un post su Instagram, in contemporanea con l’inizio del consiglio federale del Carroccio. Ieri l’incontro con Salvini
“Inseguo un sogno, e vado lontano. Il mio impegno, da sempre, è quello di cambiare l’Italia”. Lo scrive sui suoi social Roberto Vannacci pubblicando il simbolo di Futuro nazionale
L’INCONTRO CON SALVINI
Il faccia a faccia tra Vannacci e il leader del Carroccio Matteo Salvini non ha sortito nessun effetto e non è stato utile a ricucire lo strappo degli ultimi giorni. “Ti voglio bene, ma la mia strada è un’altra”, è stato il messaggio di Vannacci al segretario. Tra i due, viene sottolineato, “nessun litigio ma una presa d’atto“. Ma le parole di Salvini tradiscono toni polemici: “Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Lo abbiamo accolto quando aveva tutti contro” è il primo commento affidato ai social. E poi l’affondo: “Credevamo che da ex militare avesse senso dell’onore”.
LE FRIZIONI DEL PASSATO
Tra i motivi della defezione ci sarebbero scontri su svariate scelte recenti. Vannacci ha invitato i parlamentari a votare contro la risoluzione per l’Ucraina. In modo opposto alle scelte del partito. Vannacci nel post ricorda la sua estrazione politica. “La mia destra non è un menù à la carte, non è una sinistra sbiadita e soprattutto non è moderata. La mia destra è vera, coerente, identitaria, forte, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura e contagiosa”. Tanto che si è ipotizzato un patto con CasaPound:
INSEGUO UN SOGNO, E VADO LONTANO. FUTURO NAZIONALE. pic.twitter.com/uGFeUTjn8q
— Roberto Vannacci (@RoVannacci) February 3, 2026
PERCHÉ VANNACCI LASCIA LA LEGA
Di certo c’è che dentro la Lega la temperatura nei confronti di Vannacci era arrivata al punto di ebollizione. Già l’innesto di per sé, col ruolo di vicesegretario affidatogli da Salvini senza che avesse mai preso la tessera, era stato digerito a forza dalla vecchia guardia del Carroccio, e solo in virtù del fatto che con questa mossa s’era riuscito a contenere l’arretramento del partito.
A quel punto il protagonismo s’è posto il problema del protagonisto dei fedelissimi di Vannacci, soprattutto in Toscana, dove però alle ultime regionali il contributo concreto dei vannacciani è stato pressoché nullo. Poi l’utilizzo strumentale del simbolo leghista, a cui si sono sovrapposte le infinite iniziative personali dell’ex parà e dei suoi accoliti.
Ma anche i contenuti: molti iscritti al Carroccio, depositari dell’originale impulso a stracciare i simboli della vecchia politica, certuni anche apertamente antifascisti, non potevano aderire alla svolta ultrasovranista che il segretario Salvini voleva imprimere accogliendo il generale.
Alla fine, dal Veneto e dalla Lombardia, è arrivato l’aut aut, ambasciatore per l’occasione Luca Zaia. E già un indizio del nuovo corso c’era nell’indicazione del candidato governatore del patrio Veneto, quel misuratissimo Alberto Stefani, un profilo agli antipodi di Vannacci.
E a recidere definitivamente il cordone ci ha pensato oggi il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, che durante l’informativa alla Camera del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sui fatti di Torino, è partito con un ammonimento all’opposizione, salvo poi recapitare un messaggio cristallino, che risuona innanzitutto nelle orecchie dei compagni di partito: “è necessario che anche dalla parte nostra ci sia il coraggio di tagliare ogni tipo di rapporto con chi con parole, azioni e simbologie si riconnette a ideologie violente e sconfitte dalla storia del passato, che non possono avere luogo e che non possono creare un clima di leale collaborazione, che è quelo che serve oggi per dare sicurezza al paese”
IL LANCIO DI FUTURO NAZIONALE
“Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci. Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori” queste le intenzioni di Vannacci. La settimana scorsa, il generale ha registrato il nuovo simbolo, peraltro già impugnato per la somiglianza con quello di Nazione Futura. Ad oggi l’eventuale formazione con cui potrebbe correre alle politiche sarebbe proprio ‘Futuro nazionale’,
FUORI ANCHE DAL PARLAMENTO EUROPEO?
Vannacci lascia anche il Gruppo dei Patrioti per l’Europa al Parlamento europeo che ospita oltre alla Lega anche il Rassemblement National di Marine Le Pen. La stessa delegazione della Lega ha evidenziato che l’addio al partito rende la sua permanenza incompatibile con la struttura politica del gruppo, ma è difficile che il generale rassegni le dimissioni. Tanto più che il seggio se l’è conquistato da solo, con mezzo milione di voti.

