Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, interviene sul “pacchetto sicurezza” del governo Meloni, imponendo modifiche sostanziali per garantire il rispetto della Costituzione. Dal fermo preventivo allo scudo penale per le forze dell’ordine, ecco come il Colle ha smussato le norme più controverse, rinviando i provvedimenti sull’immigrazione.
Arriva il decreto sicurezza, nella nuova versione frutto della mediazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha incontrato ieri mattina al Quirinale il sottosegretario Alfredo Mantovano per trasmettere i rilievi e le indicazioni sulle modifiche da apportare alla bozza. Il testo definitivo sarà presentato oggi in Consiglio dei ministri. Ecco quali sono i principali interventi apportati dal Colle.
FERMO PREVENTIVO DI POLIZIA
Uno dei nodi più spinosi riguarda il cosiddetto “fermo preventivo”. Il Colle ha evidenziato che un cittadino non può essere trattenuto dalla polizia solo per un atteggiamento sospetto. La norma è stata quindi riformulata: il fermo diventa accertamento, con comunicazione obbligatoria al magistrato, e può durare massimo 12 ore. Possono essere accompagnate negli uffici di polizia solo persone trovate in possesso di oggetti pericolosi o che rappresentino un rischio concreto.
SCUDO PENALE PER GLI AGENTI
Il decreto originario prevedeva l’iscrizione in un registro separato per gli agenti che agiscono in legittima difesa o adempimento del dovere. Il Quirinale ha sottolineato che tali garanzie devono essere estese a tutti i cittadini, rispettando il principio di uguaglianza di fronte alla legge. La modifica è stata accolta dal governo, ma resta la tensione con la Lega, più favorevole a mantenere la misura originaria.
DIVIETI SULLA VENDITA DI ARMI BIANCHE
Il nuovo testo prevede il divieto di vendita di coltelli e armi atte a offendere ai minori di 18 anni. Le sanzioni amministrative possono arrivare fino a 12.000 euro e comportare la revoca della licenza per i venditori, compresi quelli online. Inoltre, sarà introdotto un illecito penale specifico per chi non si ferma all’alt delle forze di polizia e fugge in modo pericoloso.
BLOCCO NAVALE
Il decreto prevede il divieto di attraversamento delle acque territoriali per periodi da 30 giorni a 6 mesi in caso di minaccia all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale. La mediazione del Colle ha chiarito che non si tratta di uno schieramento di navi, come proposto inizialmente da Fratelli d’Italia, misura considerata irrealizzabile e in contrasto con il diritto internazionale.
LA CAUZIONE PER LE MANIFESTAZIONI E LE ALTRE NORME RINVIATE
Salta invece la cauzione per chi organizza cortei e manifestazioni, proposta su cui puntava la Lega di Matteo Salvini, che è stata stralciata dal testo definitivo perché considerata problematica sul piano delle libertà fondamentali e del diritto di riunione. Altre misure, come la cosiddetta “norma Almasri” e altri provvedimenti sull’immigrazione saranno varate in un secondo momento per evitare possibili conflitti con i trattati internazionali.

