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Alfredo Guardiano

Referendum, polemica sul giudice Alfredo Guardiano: chi è e perché il fronte del “sì” lo attacca

L’ultimo nome finito al centro della polemica tra governo e toghe sul referendum della magistratura è quello del giudice Alfredo Guardiano, consigliere della V Sezione Penale della Corte di Cassazione: chi è e perché il fronte del sì lo accusa di parzialità

La Corte di Cassazione, attraverso l’Ufficio centrale per il referendum, ha esaminato il ricorso presentato dal comitato dei cosiddetti “Volenterosi”, favorevoli al No, relativo al quesito del referendum sulla riforma della magistratura. Il collegio ha ritenuto ammissibile il ricorso e ha disposto la sostituzione del quesito originariamente formulato dal governo con quello proposto dai ricorrenti.

La reazione dei favorevoli alla riforma non si è fatta attendere e si è concentrata su uno dei 21 magistrati coinvolti nella decisione, Alfredo Guardiano. Reo, a detta di diversi esponenti della maggioranza, di essere in conflitto d’interessi perché attivo nella campagna per il no.

LE ACCUSE DI BIGNAMI E COSTA

In particolare, le critiche concentrano  sulla sua prossima partecipazione come moderatore a un convegno in cui si discutono le ragioni del “No” alla riforma della giustizia.

Tra i più espliciti, Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia) ed Enrico Costa (Forza Italia) sostengono che la concomitanza tra l’attività giurisdizionale e la partecipazione a iniziative pubbliche schierate nel dibattito referendario rischierebbe di compromettere l’immagine di terzietà della magistratura.

LE REPLICHE DI GUARDIANO E LA LINEA DIFENSIVA

Dichiarazioni che hanno immediatamente innescato la levata di scudi dell’opposizione e di numerosi magistrati che hanno parlato di una “delegittimazione” dell’ordine giudiziario.

Guardiano ha respinto con decisione le accuse di parzialità, chiarendo che la decisione della Cassazione è stata adottata da un collegio numeroso e che l’ordinanza è stata redatta dal presidente dell’Ufficio centrale, non da lui. Nelle sue dichiarazioni alla stampa il giudice ha sottolineato che il provvedimento ha carattere esclusivamente tecnico e non produce effetti sul merito politico del referendum, né sul suo svolgimento.

Quanto alla partecipazione al convegno sul No, il magistrato ha ricordato che la legge non vieta ai giudici di esprimere opinioni o di prendere parte al dibattito pubblico, purché ciò non interferisca con l’esercizio delle funzioni giurisdizionali. Guardiano ha inoltre precisato che, nell’occasione contestata, avrebbe svolto il ruolo di moderatore e non di relatore, in un’iniziativa che vedeva la partecipazione di magistrati, avvocati e accademici.

In un’intervista ha dichiarato apertamente la propria contrarietà alla riforma, affermando tuttavia che tale posizione personale non ha avuto alcun peso nella decisione assunta dalla Cassazione: «Rivendico la mia posizione, ma la decisione è stata squisitamente tecnica e non incide né a favore del Sì né del No».

CHI È ALFREDO GUARDIANO

Guardiano è figura di spicco nell’ambito giudiziario partenopeo e nazionale. Napoletano classe 1960, si è laureato in Legge alla Federico II nel 1984. Dopo aver superato il concorso per uditore giudiziario nel 1987 e completato il tirocinio, ha assunto le prime funzioni giudiziarie a fine 1989 come sostituto procuratore presso la Procura Circondariale di Napoli.

In seguito è passato a ruoli giudicanti al Tribunale di Napoli (V e VI Sezione) con competenze sia civili sia penali. Tra il 1997 e il 2000 ha fatto parte del Tribunale del Riesame di Napoli e ha alternato funzioni di giudice a latere e di presidente di collegio. Dal 2000 al 2008 è stato giudice del dibattimento penale nella V Sezione Penale del Tribunale di Napoli, trattando soprattutto reati contro la pubblica amministrazione, la giustizia e la colpa professionale.

Nel dicembre 2001 è stato nominato consigliere di Corte d’Appello; dal 2008 al 2011 è stato Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli e successivamente componente del Tribunale del Riesame. Nel 2012, a seguito di concorso per titoli e anzianità e dopo un giudizio di “ottimo” da parte della commissione tecnica, ha assunto la funzione di consigliere della Corte di Cassazione presso la V Sezione Penale.

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