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Elezioni Giappone Portogallo Aragona

Come sono andate le elezioni in Giappone, Portogallo e Aragona

La premier nipponica Takaichi ottiene la maggioranza qualificata per riformare la Costituzione, mentre a Lisbona António José Seguro vince il ballottaggio presidenziale. In Spagna, Vox raddoppia i consensi nelle regionali in Aragona

Questo weekend si sono si sono concluse tre importanti tornate elettorali in Giappone, Portogallo e nella regione spagnola dell’Aragona. Mentre Tokyo consegna alla premier Takaichi i numeri per riformare la Costituzione e Lisbona conferma la presidenza socialista, Saragozza conferma  l’ascesa della destra di Vox nella politica spagnola.

GIAPPONE: MAGGIORANZA QUALIFICATA PER IL PARTITO LIBERAL-DEMOCRATICO

In Giappone, il Partito Liberal-democratico (Ldp) ha ottenuto una vittoria schiacciante nelle elezioni per la Camera Bassa. La formazione guidata dalla premier Sanae Takaichi ha conquistato 315 seggi su 465, superando la soglia dei due terzi (310 seggi) necessaria per avviare riforme costituzionali.

L’Alleanza riformista centrista, coalizione tra democratici costituzionali e Komeito, è crollata da 167 a 49 seggi, portando i co-leader Yoshihiko Noda (ex premier) e Tetsuo Saito a ipotizzare le dimissioni.

Il nuovo mandato rafforza l’agenda di Sanae Takaichi, focalizzata sul potenziamento della difesa nazionale e su una politica fiscale aggressiva. Il risultato è stato accolto con favore dagli Stati Uniti: il presidente Donald Trump e il segretario al Tesoro Scott Bessent si sono congratulati con la premier, sottolineando l’importanza del Giappone come alleato strategico. Nonostante il maltempo che ha colpito il versante nord-occidentale e Tokyo, l’affluenza è salita al 56,26%.

Il trionfo di Sanae Takaichi apre la strada alla revisione dell’Articolo 9 della Costituzione giapponese, la clausola pacifista che limita l’uso della forza militare. Una mossa che si inserisce nel contesto di tensioni crescenti con la Cina, che da tempo minaccia un intervento militare per riprendersi Taiwan. Sul piano interno, la premier punta alla sospensione dell’aliquota dell’8% sui consumi alimentari per contrastare l’inflazione, nonostante un debito pubblico superiore al 200% del Pil.

PORTOGALLO E SPAGNA: GLI ESITI DELLE URNE IBERICHE

In Portogallo, il socialista António José Seguro è stato eletto Presidente della Repubblica al ballottaggio con il 66,8% dei voti. Lo sfidante André Ventura, leader del partito di destra Chega, si è fermato al 33,1%. La partecipazione è stata del 50,1%, in crescita rispetto al 39% del 2021, nonostante le alluvioni che hanno costretto 37.000 residenti a posticipare il voto.

Contemporaneamente, in Spagna, le elezioni in Aragona hanno confermato il Partito Popolare (Pp) come prima forza con 26 seggi, seppur in calo dell’1,5%. Il dato rilevante è il balzo di Vox, il partito di Santiago Abascal, che ha raddoppiato i propri rappresentanti passando da 7 a 14 seggi (18% delle preferenze). Il Psoe, guidato a livello nazionale da Pedro Sanchez, ha registrato il minimo storico nella regione con il 24,5%. Podemos scompare dal parlamento regionale aragonese, cresce invece la sinistra nazionalista di Chunta Aragonesista (salita al 10%).

Il voto in Aragona rappresenta la seconda tappa di un ciclo elettorale spagnolo che proseguirà in Castiglia e Leon a marzo e in Andalusia a giugno.

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