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Antonino Zichichi

Perché la Scienza non nega Dio: la lezione di Antonino Zichichi

Fisico di fama mondiale, cattolico convinto, divulgatore instancabile, Antonino Zichichi ha attraversato quasi un secolo di storia scientifica sostenendo che lo scienziato è un esploratore del Creato e che ricerca e fede non solo non si escludono affatto. Con la sua morte, a 96 anni, viene meno una voce che per decenni ha animato il dialogo tra scienza, società e opinione pubblica.

Non aveva paura di esporsi, né di pagare il prezzo dell’impopolarità. Antonino Zichichi, scomparso oggi a 96 anni, ha passato la vita a difendere un’idea semplice e radicale: la scienza non può negare Dio. Una convinzione che lo ha reso una figura unica nel panorama scientifico, capace di accendere discussioni ben oltre i confini dei laboratori.

UNA VITA AL SERVIZIO DELLA SCIENZA

Fisico nucleare e subnucleare, Zichichi ha lavorato al Fermilab di Chicago e al CERN di Ginevra, contribuendo a scoperte fondamentali come quella dell’antideutone e allo studio delle interazioni deboli. È stato presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e tra i principali ideatori dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Ma la sua vocazione non si è fermata alla ricerca: per lui la scienza era un fatto pubblico, da portare nelle case degli italiani attraverso libri, conferenze, radio e televisione.

I FATTI E LE POSIZIONI

Zichichi non ha mai nascosto le sue posizioni contro il darwinismo e contro l’idea di una responsabilità esclusivamente umana nei cambiamenti climatici. Scelte che gli hanno attirato critiche anche aspre, ma che lui rivendicava come dovere dello scienziato libero dal conformismo accademico. «La scienza non può negare l’esistenza di Dio», ripeteva, distinguendo con nettezza tra ricerca scientifica e ideologia.

CHI ERA ANTONINO ZICHICHI

Nato a Trapani il 15 ottobre 1929, laureato in Fisica a Palermo, docente all’Università di Bologna per oltre quarant’anni, Zichichi è stato anche un grande organizzatore culturale. Fondatore del Centro Ettore Majorana di Erice e responsabile del World Lab, ha promosso la scienza come bene comune, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Numerosi i riconoscimenti, dal Premio Enrico Fermi al titolo di Cavaliere di Gran Croce.

SCIENZA E FEDE: UN’ALLEANZA POSSIBILE

Cattolico praticante, Zichichi sosteneva che la scienza nasce con Galileo come atto di fede e di umiltà: il riconoscimento di una logica razionale e intellegible che governa l’universo e rimanda a un autore. Per lui Dio non è una realtà dimostrabile o confutabile sperimentalmente, perché è insieme immanente e trascendente.

Una logica profonda del cosmo, dunque, studiata dalla fisica ma mai prodotta dall’uomo, che non può né dimostrare né negare l’esistenza di Dio, perché Dio non è riducibile a un oggetto materiale. Per Zichichi, fede e scienza operano su piani diversi ma convergenti: la prima interroga il senso ultimo della realtà, la seconda ne esplora le leggi. Entrambe, ripeteva, sono “doni di Dio” e alleate dell’uomo nella ricerca della verità.

Nei suoi libri e nel dialogo con Giovanni Paolo II ha ribadito che comprendere le leggi del cosmo significa intravedere la mente del Creatore. Una lezione che resta, oggi più che mai, al centro del suo lascito intellettuale.

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