Dopo quasi due anni di stallo, l’Aiscat sembra aver individuato la figura per superare il vuoto di potere post-Palenzona. Secondo le ultime indiscrezioni, ci sarebbe un accordo tra i principali player del settore sul nome di Fabrizio Larini, presidente di Salt e Anec.
Svolta in arrivo per l’Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori (AISCAT)? Secondo Il Fatto Quotidiano, dopo quasi due anni di incertezze, si sarebbe trovata la convergenza sul nome del prossimo presidente, poltrona rimasta vacante dall’addio di Diego Cattoni, nel 2024.
Il nome citato nel pezzo a firma di Gianni Dragoni è quello di Fabrizio Larini, presidente di Autostrada Ligure Toscana, eletto di recente anche alla presidenza dell’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) ed ex sindaco di Massarosa (Lucca) in quota centrodestra.
L’intesa tra i vertici di Astm e la nuova gestione di Autostrade per l’Italia punta a restituire peso politico a un’associazione che ha visto negli ultimi anni sfumare diverse candidature di area governativa, indebolendo il ruolo di Aiscat come interlocutore istituzionale, proprio in un momento in cui il settore deve affrontare il rinnovo dei Piani Economico-Finanziari e gli investimenti per la rigenerazio ne di una rete sempre più trafficata e vetusta.
CHI È FABRIZIO LARINI
Toscano, 65 anni, Larini divide la propria carriera tra il mondo cinematografico e quello delle infrastrutture autostradali. Proprietario di diverse sale, tra cui la multisala Goldoni e altre strutture a Viareggio e Livorno, da 18 anni è presidente di Salt (Autostrada Ligure Toscana), società del Gruppo Gavio caratterizzata da un’alta redditività, con utili netti che nel 2024 hanno sfiorato i 30 milioni di euro. Già ai vertici di ENAC Toscana (Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici) Toscana, da ultimo Larini ne è diventato Presidente a livello nazionale, per il triennio 2026-2029.
In passato, è stato sindaco di Massarosa (Lucca) per ben dieci anni, dal 1999 al 2009, strappando la riconferma per due mandati alla guida di una coalizione di centro destra.
LA CRISI DELL’AISCAT
L’associazione versa in una fase di incertezza ormai dal maggio 2021, quando si concluse il lungo mandato di Fabrizio Palenzona. Da quel momento, la governance di Aiscat non è più riuscita a trovare un baricentro stabile, scivolando in una paralisi decisionale culminata nel 2024 con l’interruzione traumatica del mandato di Diego Cattoni, Amministratore Delegato di Autobrennero.
Questa prolungata vacatio ai vertici ha lasciato l’ente privo non solo di una presidenza autorevole, ma anche di una direzione generale nel pieno delle proprie funzioni, il cui incarico è attualmente affidato ad interim a Emanuela Stocchi, direttrice degli affari internazionali. Lo stallo ha avuto ripercussioni dirette sul peso politico dell’associazione: la mancanza di una voce unitaria ha indebolito il potere contrattuale delle concessionarie nei confronti del regolatore, proprio in una fase cruciale per la ridefinizione dei regimi tariffari e degli obblighi di investimento sulla rete nazionale.
LE SCELTE DI GIANA
Un ruolo determinante nel nuovo assetto è giocato da Arrigo Giana, Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia dall’aprile scorso. Giana, manager di estrazione tecnica arrivato da ATM Milano con il sostegno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sta portando avanti una profonda riorganizzazione interna in Aspi. In Aiscat, Giana punta a esercitare un’influenza diretta: l’accordo con il Gruppo Gavio per il nome di Larini è il segnale di una volontà di pacificazione industriale. Sarà proprio l’Ad di Aspi a giocare la partita decisiva per la nomina del nuovo Direttore Generale, consolidando una leadership che ha già rimosso le ultime cariche residue della precedente gestione, segnando il definitivo passaggio di consegne tra la vecchia e la nuova guardia delle autostrade italiane.
Fonte immagine: nota stampa dell’ANEC

